I bravi e le gride
Appena comparsi i due bravi, il narratore si ferma e trascrive una serie di gride dei governatori spagnoli, dal 1583 al 1632: ordini sempre più minacciosi e sempre ugualmente inutili. È la prima dimostrazione di un tema che attraversa il libro: la legge che grida molto e non protegge nessuno.
Dove: capitolo 1
La storia di Lodovico
La giovinezza di fra Cristoforo: il mercante arricchito, il duello, l'omicidio, la vestizione, il perdono. È il primo dei grandi racconti nel racconto, e spiega da dove venga l'energia del frate.
Dove: capitolo 4
La monaca di Monza
Due capitoli quasi interi per la storia di Gertrude, dalla nascita al delitto. Manzoni vi analizza la violenza senza violenza con cui una famiglia piega una figlia, e riduce a tre parole («La sventurata rispose») ciò che nella prima stesura era un romanzo nel romanzo.
Dove: capitolo 9 capitolo 10
La carestia e il tumulto di San Martino
Le cause economiche della fame del 1628, l'errore politico del prezzo imposto, la rivolta dell'11 novembre. Lo storico corregge l'opinione popolare (il grano non era nascosto: mancava) e osserva da vicino come si muove una folla.
Dove: capitolo 12 capitolo 13
L'innominato
Il ritratto del potente senza nome e la descrizione del suo castello: la preparazione, lenta e solenne, all'ingresso in scena del personaggio.
Dove: capitolo 19 capitolo 20
Vita di Federigo Borromeo
Una biografia del cardinale, dall'infanzia alla fondazione della Biblioteca Ambrosiana. Il narratore sa che interrompe il racconto sul più bello e se ne scusa; ma ha bisogno che il lettore conosca l'uomo prima dell'incontro con l'innominato.
Dove: capitolo 22
La guerra di Mantova e la biblioteca di don Ferrante
La questione della successione al ducato di Mantova, raccontata con ironia come un affare lontano che decide della vita dei poveri; e, subito dopo, il catalogo dei libri di don Ferrante, ritratto della cultura libresca del secolo.
Dove: capitolo 27
La fame del 1629 e i lanzichenecchi
Il seguito della carestia dopo il tumulto, i mendicanti chiusi nel lazzaretto, e poi la discesa dell'esercito imperiale che attraversa il Milanese per andare all'assedio di Mantova, saccheggiando e lasciando dietro di sé il contagio.
Dove: capitolo 28
La peste del 1630
Due capitoli di storia, costruiti sui cronisti del tempo (Ripamonti, Tadino): l'arrivo del contagio, il rifiuto di riconoscerlo, la processione, la città allo stremo, la credenza negli untori. Per i processi Manzoni rimanda alla Storia della colonna infame, che pubblicò in appendice al romanzo nel 1840.
Dove: capitolo 31 capitolo 32