Capitolo 19
L'innominato
- Quando seconda metà di novembre e primi di dicembre 1628
- Dove Milano, Pescarenico, Il castello dell'innominato
- Sequenze 17
In breve
Il conte zio invita a pranzo il padre provinciale dei cappuccini e, in un colloquio fatto di allusioni e di garbate minacce, ottiene il trasferimento di fra Cristoforo: la sua regola è «sopire, troncare». Il frate riceve l'obbedienza di partire subito per Rimini, a piedi.
Don Rodrigo decide di rivolgersi a un signore potentissimo e fuorilegge, di cui l'autore tace il nome. Manzoni ne fa il ritratto: un uomo che ha fatto della violenza la propria legge, a cui ricorrono principi e prepotenti, e che vive in un castello sul confine tra il Milanese e il Bergamasco.
Analisi del capitolo
Il pranzo
Il conte zio invita a pranzo il padre provinciale dei cappuccini, con commensali scelti apposta: parenti titolati, che dicono con la sola presenza la potenza della casa, e clienti abituati a dire sempre di sì. A tavola si parla di Madrid, della corte, del conte duca. Poi i due passano in un'altra stanza.
Due diplomazie
«Due potestà, due canizie, due esperienze consumate» si trovano a fronte. Il conte zio insinua che padre Cristoforo ami un po' troppo le contese, che protegga un giovane ricercato dalla giustizia, che abbia urtato suo nipote. Il padre provinciale difende il suo frate quanto può, ma capisce che cosa gli si chiede e quanto costerebbe rifiutare. Il conte lo dice apertamente: «Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire». Si accordano: il frate sarà mandato a predicare lontano, e la cosa passerà per un atto ordinario. L'ordine, che dovrebbe proteggere i deboli, cede al potente con tutte le forme del rispetto.
L'obbedienza
Una sera arriva a Pescarenico un cappuccino con l'ordine per fra Cristoforo di partire per Rimini. Il frate pensa ai suoi protetti e a ciò che potrà accadere loro; poi si rimprovera di essersi creduto necessario. Mette nella sporta il breviario e il pane del perdono e si mette in cammino.
L'uomo senza nome
Don Rodrigo si risolve a chiedere aiuto a un uomo di cui il narratore dichiara di non poter dire né nome né casato: gli storici del tempo ne parlano tutti, e tutti ne tacciono il nome. Fin da giovane aveva voluto essere al di sopra di ogni legge e di ogni altro prepotente; aveva commesso tanti delitti da dover lasciare lo Stato; tornato, si era stabilito in un castello sul confine, da dove teneva in soggezione signori e magistrati. Chiunque avesse un'impresa troppo difficile ricorreva a lui.
Don Rodrigo e l'innominato
Tra il palazzotto e il castello ci sono circa sette miglia. Don Rodrigo, tiranno di mezza taglia, aveva dovuto farsi amico di quel vicino, senza troppo vantarsene. La differenza tra i due è di natura: l'uno usa la violenza per i suoi comodi, l'altro ne ha fatto la ragione della propria vita. Con il Griso e una piccola scorta, don Rodrigo parte per il castello.
Per l'interrogazione
Da ricordare
- Il conte zio ottiene dal padre provinciale il trasferimento di fra Cristoforo.
- «Sopire, troncare»: la politica del silenzio.
- Ritratto dell'innominato, potente e fuorilegge.
- Don Rodrigo parte per il castello.
Possono chiederti
- Analizza il dialogo tra il conte zio e il padre provinciale.
- Perché Manzoni non dà un nome all'innominato?
- Che differenza c'è tra don Rodrigo e l'innominato?
Le sequenze
17 sequenze: 15 narrative, 2 descrittive o di digressione. Quelle con una parte descrittiva sono segnate dal bordo dorato. In rosso il modo della sequenza: dialogo, riflessione, ritratto di personaggio, descrizione di luogo, digressione storica; le altre sono di azione.
-
descrittiva · ritratto di personaggio
Riflessioni sulla psicologia del conte zio
- Tempo
- pochi giorni dopo il 13 novembre
- Luogo
- Milano palazzo del conte zio
- Personaggi
- il conte zio
-
narrativa
Il conte zio riceve a pranzo il padre provinciale
- Tempo
- un giorno imprecisato
- Luogo
- Milano palazzo del conte zio (sala da pranzo)
- Personaggi
- il conte zio, il padre provinciale dei cappuccini, diversi commensali
-
narrativa · dialogo
Dialogo tra il conte zio e il padre provinciale che viene convinto ad allontanare padre Cristoforo da Pescarenico
- Tempo
- un giorno imprecisato
- Luogo
- Milano palazzo del conte zio (una stanza vicina)
- Personaggi
- il conte zio, il padre provinciale
-
narrativa
Il conte zio e il padre provinciale si uniscono ai commensali
- Tempo
- un giorno imprecisato
- Luogo
- Milano palazzo del conte zio (sala da pranzo)
- Personaggi
- il conte zio, il padre provinciale, i commensali
-
narrativa
Il cappuccino consegna al padre guardiano la lettera con l'ordine per padre Cristoforo di trasferirsi a Rimini
- Tempo
- una sera
- Luogo
- convento di Pescarenico
- Personaggi
- un cappuccino di Milano, il padre guardiano
-
narrativa
Il padre guardiano trasmette a padre Cristoforo l'ordine di recarsi a Rimini con il cappuccino presente
- Tempo
- la mattina successiva
- Luogo
- convento di Pescarenico
- Personaggi
- il padre guardiano, padre Cristoforo, il cappuccino di Milano
-
narrativa
Padre Cristoforo prende il breviario, il quaresimale, il pane del perdono e si congeda dai confratelli; poi parte col compagno
- Tempo
- la mattina successiva
- Luogo
- convento di Pescarenico
- Personaggi
- padre Cristoforo, i confratelli, il cappuccino di Milano
-
narrativa
Don Rodrigo decide di ricorrere all'aiuto dell'innominato
- Tempo
- qualche tempo dopo
- Luogo
- palazzotto di don Rodrigo
- Personaggi
- don Rodrigo
-
descrittiva · ritratto di personaggio
Notizie sull'innominato
- Personaggi
- l'innominato
-
narrativa · ritratto di personaggio
Insofferenza e azioni del giovane innominato contro i prepotenti
- Tempo
- in gioventù
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- l'innominato
-
narrativa · ritratto di personaggio
L'innominato agisce ormai contro la legge
- Tempo
- in data imprecisata
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- l'innominato
-
narrativa · ritratto di personaggio
Bandito dallo stato, l'innominato esce dalla città da trionfatore
- Tempo
- una data imprecisata
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- l'innominato, il suo seguito
-
narrativa · ritratto di personaggio
L'innominato mantiene rapporti illegali con i complici di un tempo
- Tempo
- durante il bando
- Luogo
- fuori dallo Stato di Milano
- Personaggi
- l'innominato
-
narrativa · ritratto di personaggio
L'innominato si stabilisce in un castello isolato sui monti presso il confine e da lì impone il suo dominio delittuoso sul territorio
- Tempo
- non si sa dopo quanto tempo
- Luogo
- territorio milanese presso il confine dell'Adda
- Personaggi
- l'innominato
-
narrativa · ritratto di personaggio
Si diffonde dappertutto la fama dell'innominato e dei suoi delitti
- Tempo
- non si sa dopo quanto tempo
- Luogo
- intero territorio milanese
- Personaggi
- abitanti
-
narrativa
Don Rodrigo è costretto a intrattenere rapporti di amicizia e collaborazione con l'innominato
- Tempo
- non si sa dopo quanto tempo
- Luogo
- palazzotto di don Rodrigo e castello dell'innominato
- Personaggi
- don Rodrigo, l'innominato
-
narrativa
Don Rodrigo si avvia con una scorta verso il castello dell'innominato
- Tempo
- poco tempo dopo, una mattina
- Luogo
- strada tra il palazzotto di don Rodrigo e il castello dell'innominato
- Personaggi
- don Rodrigo, il Griso e altri bravi
Parole da sapere
- breviario
- Il libro con le preghiere che i sacerdoti devono recitare ogni giorno. Don Abbondio lo legge passeggiando.
- cappuccino
- Frate dell'ordine dei Frati minori cappuccini, ramo dei francescani. Lo sono fra Cristoforo, fra Galdino e i religiosi che reggono il lazzaretto.
- curato
- Il parroco, il sacerdote che ha la cura delle anime di un paese.
- governatore
- Il rappresentante del re di Spagna a capo dello Stato di Milano: nel romanzo don Gonzalo Fernández de Córdoba, poi Ambrogio Spinola.
- obbedienza
- Nel linguaggio dei frati, l'ordine scritto del superiore. Fra Cristoforo riceve l'obbedienza di partire per Rimini.
- quaresimale
- La raccolta di prediche per il periodo della Quaresima. Fra Cristoforo lo porta con sé nella sporta.
- sporta
- Borsa di paglia o di giunco con due manici. È tutto il bagaglio di un cappuccino.
- uscio
- La porta di casa.