Capitolo 5
Il banchetto di don Rodrigo
- Quando 9 novembre 1628
- Dove Il palazzotto di don Rodrigo, Il paese di Renzo e Lucia
- Sequenze 10
In breve
Fra Cristoforo ascolta il racconto di Agnese, calma Renzo e, scartate altre strade, decide di affrontare don Rodrigo di persona. Dopo aver desinato al convento sale al palazzotto, covo di bravi appollaiato sopra il paese.
Lo trova a tavola con il cugino conte Attilio, il podestà di Lecco, l'Azzecca-garbugli e due convitati servili. I commensali discutono di un punto di cavalleria (se sia lecito bastonare un messaggero), della guerra per la successione di Mantova, della carestia, che attribuiscono agli incettatori e ai fornai. Il frate, tirato a forza nella disputa, risponde che vorrebbe non ci fossero né sfide né bastonate. Finito il pranzo, don Rodrigo lo conduce in un'altra sala.
Analisi del capitolo
Il consiglio del frate
Fra Cristoforo ascolta il racconto di Agnese e riflette. Affrontare don Abbondio sarebbe inutile: vergogna e dovere non contano nulla per lui, quando ha paura. Ricorrere al cardinale richiede tempo. Decide di parlare lui stesso a don Rodrigo. Arriva Renzo, che si lamenta degli amici pronti a parole e spariti al momento del bisogno, e torna ad accennare alla vendetta; il frate lo richiama con forza a confidare in Dio. Poi parte.
Il palazzotto
La dimora di don Rodrigo sorge isolata su un poggio, «a somiglianza d'una bicocca», sopra un gruppo di casupole abitate dai suoi contadini, dove anche vecchi e donne hanno un'aria di braveria. Sulla porta sono inchiodati due avvoltoi; due bravi sono di guardia. Un vecchio servitore introduce il frate nella sala da pranzo.
Il banchetto
A tavola siedono don Rodrigo, il cugino conte Attilio, il podestà di Lecco, l'Azzecca-garbugli e due convitati che sanno soltanto mangiare e approvare. Si discute di tre cose. La prima è un punto di cavalleria: se sia lecito bastonare il portatore di una sfida; Attilio e il podestà sostengono tesi opposte e il frate, chiamato a fare da arbitro, risponde che vorrebbe non ci fossero né sfide né bastonate. La seconda è la guerra per la successione di Mantova, in cui il podestà sfoggia la sua scienza politica. La terza, nata da una parola sfuggita all'avvocato mentre loda il vino, è la carestia: e qui tutti sono d'accordo nel dare la colpa agli incettatori e ai fornai, e nel chiedere che se ne impicchi qualcuno.
Un mondo alla rovescia
La scena è un ritratto della classe dirigente: chi dovrebbe amministrare la giustizia siede alla tavola del prepotente e ragiona di onore mentre fuori si ha fame. Il frate tace, e il suo silenzio pesa. Don Rodrigo, che non può più rimandare, lo conduce in un'altra stanza.
Per l'interrogazione
Da ricordare
- Fra Cristoforo decide di affrontare don Rodrigo di persona.
- Il palazzotto è descritto come un covo di prepotenza.
- Al banchetto siedono il podestà e l'avvocato: la giustizia mangia alla tavola del prepotente.
- Tre discussioni: cavalleria, guerra di Mantova, carestia.
Possono chiederti
- Che cosa rivela la composizione della tavolata?
- Perché si accenna qui alla guerra di Mantova?
- Come si comporta fra Cristoforo durante il pranzo?
Le sequenze
10 sequenze: 6 narrative, 1 narrative e descrittive insieme, 3 descrittive o di digressione. Quelle con una parte descrittiva sono segnate dal bordo dorato. In rosso il modo della sequenza: dialogo, riflessione, ritratto di personaggio, descrizione di luogo, digressione storica; le altre sono di azione.
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narrativa · dialogo
Colloquio tra Cristoforo, Lucia e Agnese
- Tempo
- 9 novembre, mattina
- Luogo
- casa di Lucia
- Personaggi
- fra Cristoforo, Lucia, Agnese
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narrativa · dialogo
Cristoforo comunica l'intenzione di recarsi da don Rodrigo
- Tempo
- 9 novembre, mattina
- Luogo
- casa di Lucia
- Personaggi
- fra Cristoforo, Lucia, Agnese, Renzo
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descrittiva · descrizione di luogo
Descrizione del palazzotto e del villaggio ai suoi piedi
- Luogo
- palazzotto di don Rodrigo
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descrittiva e narrativa · descrizione di luogo
Salita di Cristoforo al palazzotto
- Tempo
- 9 novembre, primo pomeriggio, primo pomeriggio
- Luogo
- strada verso il palazzotto di don Rodrigo
- Personaggi
- fra Cristoforo
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narrativa
Uno dei bravi saluta Cristoforo e bussa al portone per farlo entrare
- Tempo
- 9 novembre, primo pomeriggio
- Luogo
- ingresso del palazzotto di don Rodrigo
- Personaggi
- fra Cristoforo, due bravi di guardia
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narrativa · dialogo
Il servitore accompagna Cristoforo fino alla sala da pranzo; breve dialogo tra i due
- Tempo
- 9 novembre, primo pomeriggio
- Luogo
- salotti del palazzotto di don Rodrigo
- Personaggi
- fra Cristoforo, un vecchio servitore
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descrittiva · riflessione
Riflessione sull'uomo onesto di fronte al malvagio; soggezione di fra Cristoforo e presentazione dei commensali di don Rodrigo
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narrativa · dialogo
Cristoforo è invitato a entrare; i convitati conversano di temi cavallereschi e di politica, tentando di coinvolgere Cristoforo
- Tempo
- 9 novembre, primo pomeriggio
- Luogo
- sala da pranzo del palazzotto di don Rodrigo
- Personaggi
- don Rodrigo, il conte Attilio suo cugino, il podestà di Lecco, il dottor Azzecca-garbugli, due invitati non identificati, fra Cristoforo
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descrittiva · digressione storica
La guerra per la successione al ducato di Mantova
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narrativa
Don Rodrigo si alza da tavola e conduce fra Cristoforo fuori dalla sala
- Tempo
- 9 novembre, primo pomeriggio
- Luogo
- sala da pranzo del palazzotto di don Rodrigo
- Personaggi
- don Rodrigo, il conte Attilio suo cugino, il podestà di Lecco, il dottor Azzecca-garbugli, due invitati non identificati, fra Cristoforo
Parole da sapere
- birbone
- Furfante, mascalzone. È la parola con cui il popolo, e don Abbondio, chiamano i prepotenti.
- bravo
- Uomo armato al servizio di un signore, che lo protegge dalla giustizia in cambio dell'obbedienza. Contro i bravi furono emanate per decenni gride senza effetto.
- cappuccino
- Frate dell'ordine dei Frati minori cappuccini, ramo dei francescani. Lo sono fra Cristoforo, fra Galdino e i religiosi che reggono il lazzaretto.
- curato
- Il parroco, il sacerdote che ha la cura delle anime di un paese.
- desinare
- Il pasto di mezzogiorno; come verbo, pranzare.
- galantuomo
- Uomo onesto, persona perbene. Nel romanzo è spesso usato con ironia: per l'oste sono galantuomini tutti quelli che pagano.
- podestà
- Il magistrato che amministrava la giustizia in un borgo. Quello di Lecco siede alla tavola di don Rodrigo.
- soverchieria
- Prepotenza, sopruso.
- tristo
- Malvagio, cattivo (da non confondere con «triste»). «Quattro tristi» sono, per il mercante di Gorgonzola, i capi del tumulto.
- uscio
- La porta di casa.