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Le parole del Seicento

Glossario

Istituzioni, monete, mestieri e oggetti che si incontrano nel romanzo e che oggi non esistono più, o si chiamano in un altro modo.

A
alabardiere
Soldato armato di alabarda, un'asta con in cima una punta e una scure. Gli alabardieri scortano il capitano di giustizia. cap. 12
anonimo
L'autore immaginario del manoscritto seicentesco che Manzoni finge di aver ritrovato e riscritto. A lui il narratore attribuisce i fatti, riservando a sé i commenti.
apparitore
Durante la peste, chi precedeva i carri dei monatti suonando un campanello per avvertire i passanti. cap. 32
B
baggiano
Soprannome spregiativo dato ai milanesi nel Bergamasco: sciocco, babbeo. Bortolo avverte Renzo che dovrà abituarcisi. cap. 17
bargello
Il capo dei birri; per estensione, uno sbirro. Ambrogio Fusella è «un bargello travestito». cap. 15
barocciaio
Chi guida un baroccio, cioè un carro a due ruote per il trasporto di merci e persone. cap. 9
berlinga
Moneta d'argento milanese. Tonio ne conta venticinque a don Abbondio la notte degli imbrogli. cap. 8
birbone
Furfante, mascalzone. È la parola con cui il popolo, e don Abbondio, chiamano i prepotenti. cap. 2
birro
Sbirro: agente al servizio della giustizia, incaricato degli arresti. cap. 15
bravo
Uomo armato al servizio di un signore, che lo protegge dalla giustizia in cambio dell'obbedienza. Contro i bravi furono emanate per decenni gride senza effetto. cap. 1
breviario
Il libro con le preghiere che i sacerdoti devono recitare ogni giorno. Don Abbondio lo legge passeggiando. cap. 1
bubbone
Il gonfiore delle ghiandole, sotto le ascelle o all'inguine, che è il segno caratteristico della peste. cap. 33
bulletta
Certificato di sanità che attestava la provenienza da un luogo non infetto; serviva per entrare in città durante il contagio. cap. 31
bussola
Portantina chiusa, portata a braccia. Con una bussola Lucia è condotta al castello dell'innominato. cap. 20
C
capitano di giustizia
Il magistrato che a Milano aveva la responsabilità della giustizia penale e dell'ordine pubblico. cap. 12
cappelletti
Soldati a cavallo al servizio della Repubblica di Venezia, mandati a sorvegliare il confine. cap. 29
cappuccino
Frate dell'ordine dei Frati minori cappuccini, ramo dei francescani. Lo sono fra Cristoforo, fra Galdino e i religiosi che reggono il lazzaretto. cap. 3
cattura
L'ordine di arresto. Quella contro Renzo resta in vigore fino a quando il marchese non la fa revocare. cap. 38
cerca
La questua dei frati mendicanti, che passavano di casa in casa a raccogliere offerte in natura. cap. 3
Consiglio segreto
Organo che assisteva il governatore di Milano negli affari di Stato. Ne fa parte il conte zio. cap. 18
console
Nei paesi, l'abitante incaricato di rappresentare la comunità e di riferire i fatti alla giustizia. cap. 8
conversa
Monaca addetta ai lavori manuali del monastero, senza obbligo di coro. Una conversa scopre il segreto di Gertrude e scompare. cap. 10
curato
Il parroco, il sacerdote che ha la cura delle anime di un paese. cap. 1
D
decurione
Membro del consiglio che amministrava la città di Milano. cap. 31
desinare
Il pasto di mezzogiorno; come verbo, pranzare. cap. 5
diritto d'asilo
Il privilegio per cui chi si rifugiava in una chiesa o in un convento non poteva esservi arrestato. Protegge Lodovico dopo il duello. cap. 4
F
fidecommisso
Disposizione per cui un'eredità doveva passare, alla morte dell'erede, a una persona già stabilita. Per fidecommisso il palazzotto di don Rodrigo passa al marchese. cap. 38
filaticcio
Filato ricavato dai cascami della seta, meno pregiato. Di filaticcio è la gonna di Lucia. cap. 2
filatoio
L'edificio con le macchine per torcere il filo di seta. Renzo vi lavora e, alla fine, ne compra uno con Bortolo. cap. 17
G
gabelliere
L'addetto alla riscossione dei dazi alle porte della città. cap. 11
galantuomo
Uomo onesto, persona perbene. Nel romanzo è spesso usato con ironia: per l'oste sono galantuomini tutti quelli che pagano. cap. 7
garzone
Ragazzo o giovane lavorante di una bottega. I garzoni dei fornai portano il pane nelle case. cap. 12
gerla
Cesta a forma di cono rovesciato che si porta sulle spalle. In gerle i garzoni dei fornai portano il pane. cap. 12
governatore
Il rappresentante del re di Spagna a capo dello Stato di Milano: nel romanzo don Gonzalo Fernández de Córdoba, poi Ambrogio Spinola.
gran cancelliere
La più alta carica civile dello Stato di Milano dopo il governatore, di cui fa le veci in sua assenza: nel 1628 è Antonio Ferrer. cap. 12
grida
Ordinanza delle autorità, che veniva letta ad alta voce nelle piazze. Quelle contro i bravi, citate nel capitolo 1, sono il simbolo di una legge che minaccia molto e non ottiene nulla. cap. 1
guardiano
Il superiore di un convento di cappuccini. cap. 9
L
lanzichenecchi
Soldati mercenari tedeschi dell'esercito imperiale. Scendono nel Milanese nel 1629 per la guerra di Mantova, saccheggiando e portando la peste. cap. 28
latinorum
La parola con cui Renzo storpia il latino di don Abbondio. È rimasta a indicare un linguaggio usato per non farsi capire. cap. 2
lazzaretto
Ospedale per gli appestati. Quello di Milano, fuori porta Orientale, era un vasto recinto quadrato con una chiesa al centro. cap. 28
lettiga
Portantina sorretta da due mule o da portatori, usata per i viaggi. cap. 24
M
maggiorasco
L'istituto per cui il patrimonio di una famiglia nobile passava intero al primogenito. Per questo gli altri figli, come Gertrude, erano avviati al chiostro. cap. 9
manichini
Per eufemismo, gli strumenti con cui i birri stringevano i polsi degli arrestati. cap. 15
masnadiero
Brigante, uomo che vive di violenza al seguito di un capo. cap. 8
meta
Il prezzo massimo fissato dall'autorità per un genere alimentare. La meta del pane imposta da Ferrer è all'origine del tumulto. cap. 12
micheletti
Soldati spagnoli di fanteria leggera, di guardia alle porte di Milano dopo il tumulto. cap. 16
monatto
Durante la peste, l'addetto a portare i malati al lazzaretto e i morti alle fosse, e a bruciare la roba infetta. cap. 32
N
notaio criminale
Il funzionario che raccoglieva le denunce e istruiva i processi penali. È un notaio criminale ad arrestare Renzo. cap. 15
O
obbedienza
Nel linguaggio dei frati, l'ordine scritto del superiore. Fra Cristoforo riceve l'obbedienza di partire per Rimini. cap. 19
P
parpagliola
Moneta di poco valore. Agnese ne promette alcune a Menico. cap. 7
podestà
Il magistrato che amministrava la giustizia in un borgo. Quello di Lecco siede alla tavola di don Rodrigo. cap. 5
protofisico
Il primo medico dello Stato, capo dei medici: nel 1629 è Lodovico Settala. cap. 31
Q
quaresimale
La raccolta di prediche per il periodo della Quaresima. Fra Cristoforo lo porta con sé nella sporta. cap. 19
R
residente
Il rappresentante diplomatico di uno Stato presso un altro. Don Gonzalo protesta con il residente di Venezia per la fuga di Renzo. cap. 26
S
sagrestano
Chi ha in custodia la chiesa e la sagrestia, e suona le campane. Quello del paese è Ambrogio; al convento, fra Fazio. cap. 8
scudo
Moneta d'oro o d'argento di grande valore. L'innominato manda ad Agnese cento scudi d'oro. cap. 26
sgherro
Uomo armato al servizio di un prepotente; sinonimo spregiativo di bravo. cap. 6
sodaglia
Terreno lasciato incolto. Renzo l'attraversa, di notte, prima di arrivare all'Adda. cap. 17
soggolo
La benda che nell'abito delle monache passa sotto il mento e copre il collo. cap. 9
soverchieria
Prepotenza, sopruso. cap. 1
sporta
Borsa di paglia o di giunco con due manici. È tutto il bagaglio di un cappuccino. cap. 19
T
tafferia
Largo piatto di legno su cui si rovescia la polenta. cap. 33
tribunale della sanità
La magistratura che a Milano vegliava sulla salute pubblica. Riconosce la peste in ritardo e non ha i mezzi per contenerla. cap. 31
tristo
Malvagio, cattivo (da non confondere con «triste»). «Quattro tristi» sono, per il mercante di Gorgonzola, i capi del tumulto. cap. 16
tumulto di San Martino
La rivolta per il pane scoppiata a Milano l'11 novembre 1628, giorno di San Martino, e durata due giorni. cap. 12
U
uggia
Noia mista a fastidio. È ciò che l'innominato comincia a provare per i suoi delitti. cap. 20
untore
Chi, secondo una credenza diffusa nel 1630, spargeva la peste ungendo porte e muri con unguenti velenosi. Molti innocenti furono linciati o condannati per questo. cap. 31
uscio
La porta di casa. cap. 1
V
vicario di provvisione
Il magistrato cittadino responsabile degli approvvigionamenti. Nel 1628 la folla lo ritiene colpevole della fame e ne assale la casa. cap. 13
viottola
Stradina di campagna, sentiero tra i campi. cap. 1