Capitolo 16
In fuga verso l'Adda
- Quando 12 novembre 1628
- Dove Milano, Gorgonzola
- Sequenze 9
In breve
Renzo deve lasciare Milano e lo Stato: decide di raggiungere il cugino Bortolo nel Bergamasco, territorio di Venezia. Esce da porta Orientale senza dare nell'occhio e cammina tutto il giorno per strade secondarie, chiedendo con cautela la direzione.
A Gorgonzola si ferma in un'osteria. Lì un mercante arrivato da Milano racconta agli avventori i tumulti e parla di un capo dei rivoltosi, arrestato all'osteria con un fascio di lettere e poi liberato dalla folla: Renzo si riconosce nel ritratto deformato. Paga e riparte nella notte, cercando l'Adda.
Analisi del capitolo
Via da Milano
«Scappa, scappa, galantuomo», gli gridano: lì c'è un convento, là una chiesa. Ma Renzo non vuole chiudersi in un asilo; decide di uscire dalla città e dallo Stato e di raggiungere il cugino Bortolo, nel territorio di Bergamo. Non conosce la strada, e deve chiederla senza tradirsi: studia le facce dei passanti e sceglie uno che va di fretta, che non avrà tempo di fare domande. Esce da porta Orientale passando tra i gabellieri e i soldati con l'aria più indifferente che può.
Per strade traverse
Cammina tutto il giorno evitando la strada maestra, e ripensa agli avvenimenti: il sospetto sullo spadaio, a cui ha detto il proprio nome, il ricordo confuso delle chiacchiere fatte da ubriaco, l'incertezza per l'avvenire. Per non domandare di Bergamo, che lo denuncerebbe come fuggiasco, si fa indicare da una donna, in un'osteria di campagna, un paese grosso su quella via: Gorgonzola.
L'osteria di Gorgonzola
Ci arriva un'ora circa prima di sera, deciso a mangiare un boccone e a ripartire. Un avventore curioso gli fa domande su Milano; lui risponde a mezza bocca e chiede all'oste, con finta noncuranza, quanto sia lontana l'Adda. Ha imparato qualcosa: adesso diffida degli osti.
Il mercante
Arriva da Milano un mercante, cliente abituale, e tutti gli si fanno intorno. Racconta la seconda giornata del tumulto: il nuovo tentativo contro la casa del vicario, il forno del Cordusio, il crocifisso esposto a una finestra e la processione del clero che ha calmato la folla, il pane tornato a buon mercato, e la voce che i capi saranno impiccati. Aggiunge che la rivolta era stata preparata da forestieri, e che uno di loro, arrestato in un'osteria con un fascio di lettere, è stato liberato dai complici. Renzo riconosce se stesso in quel ritratto deformato. Aspetta, per non tradirsi, che il discorso cambi; poi paga ed esce dalla parte opposta a quella da cui è venuto.
Per l'interrogazione
Da ricordare
- Renzo decide di riparare nel Bergamasco, territorio veneziano.
- Impara la prudenza: chiede la strada senza tradirsi.
- A Gorgonzola sente raccontare se stesso come capo dei rivoltosi.
Possono chiederti
- Che cosa ha imparato Renzo rispetto ai capitoli precedenti?
- Come viene deformata la sua storia nel racconto del mercante?
- Perché il mercante è ostile alla rivolta?
Le sequenze
9 sequenze: 9 narrative. In rosso il modo della sequenza: dialogo, riflessione, ritratto di personaggio, descrizione di luogo, digressione storica; le altre sono di azione.
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narrativa
La folla invita Renzo a fuggire o a rifugiarsi in un convento
- Tempo
- 12 novembre, mattina
- Luogo
- sulla strada per il palazzo di giustizia
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narrativa
Renzo, deciso a fuggire, cerca un passante fidato e gli chiede la strada per Bergamo
- Tempo
- 12 novembre, mattina
- Luogo
- strade di Milano
- Personaggi
- Renzo, diversi passanti
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narrativa
Renzo esce senza ostacolo da porta orientale
- Tempo
- 12 novembre, mattina
- Luogo
- porta orientale
- Personaggi
- Renzo, gabellini e soldati
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narrativa · riflessione
Renzo, camminando, ripensa confusamente ai fatti della sera prima e cerca di capire come la giustizia abbia saputo il suo nome
- Tempo
- 12 novembre, mattina
- Luogo
- strade da Milano verso Bergamo
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa
Renzo, persa la strada, ottiene da un passante l'informazione per ritrovare il cammino per Bergamo
- Tempo
- 12 novembre, mattina
- Luogo
- strade da Milano verso Bergamo
- Personaggi
- Renzo, alcuni passanti
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narrativa
Renzo si rifocilla e si fa dire il nome di un grosso paese sulla strada di Bergamo (Gorgonzola)
- Tempo
- 12 novembre, mattina
- Luogo
- un'osteria
- Personaggi
- Renzo, l'ostessa
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narrativa
Renzo si dirige verso Gorgonzola in cerca di un'osteria
- Tempo
- 12 novembre, pomeriggio
- Luogo
- strada per Gorgonzola
- Personaggi
- Renzo
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narrativa · dialogo
Renzo si ferma all'osteria; chiede da mangiare e da bere; alla curiosità dei presenti risponde di non saper nulla dei fatti di Milano
- Tempo
- 12 novembre, verso sera
- Luogo
- osteria di Gorgonzola
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narrativa · dialogo
All'osteria giunge un mercante di Milano che informa i presenti degli eventi del giorno dopo san Martino, e in particolare della fuga di uno dei capi della sommossa; Renzo paga il conto e si allontana
- Tempo
- 12 novembre, verso sera
- Luogo
- osteria di Gorgonzola
Parole da sapere
- birbone
- Furfante, mascalzone. È la parola con cui il popolo, e don Abbondio, chiamano i prepotenti.
- cappuccino
- Frate dell'ordine dei Frati minori cappuccini, ramo dei francescani. Lo sono fra Cristoforo, fra Galdino e i religiosi che reggono il lazzaretto.
- desinare
- Il pasto di mezzogiorno; come verbo, pranzare.
- galantuomo
- Uomo onesto, persona perbene. Nel romanzo è spesso usato con ironia: per l'oste sono galantuomini tutti quelli che pagano.
- garzone
- Ragazzo o giovane lavorante di una bottega. I garzoni dei fornai portano il pane nelle case.
- micheletti
- Soldati spagnoli di fanteria leggera, di guardia alle porte di Milano dopo il tumulto.
- tristo
- Malvagio, cattivo (da non confondere con «triste»). «Quattro tristi» sono, per il mercante di Gorgonzola, i capi del tumulto.
- uscio
- La porta di casa.
- vicario di provvisione
- Il magistrato cittadino responsabile degli approvvigionamenti. Nel 1628 la folla lo ritiene colpevole della fame e ne assale la casa.
- viottola
- Stradina di campagna, sentiero tra i campi.