Capitolo 12
L'assalto ai forni
- Quando 11 novembre 1628, san Martino; la carestia dura dal 1627
- Dove Milano
- Sequenze 11
In breve
Manzoni spiega le cause della carestia: due raccolti scarsi, la guerra, gli sprechi e le tasse. Il popolo crede però che il grano ci sia e venga nascosto. Il gran cancelliere Antonio Ferrer, in assenza del governatore don Gonzalo impegnato nell'assedio di Casale, fissa per decreto un prezzo basso del pane; quando i fornai, rovinati, ottengono un rialzo, la città insorge.
La mattina dell'11 novembre la folla saccheggia i garzoni che portano il pane e poi assalta il «forno delle grucce». Renzo arriva mentre lo spogliano: vede bruciare in piazza del Duomo madie e attrezzi. Segue la folla, che si sposta verso la casa del vicario di provvisione, ritenuto responsabile della fame.
Analisi del capitolo
Le cause della carestia
Il capitolo si apre con una pagina di storia. Era il secondo anno di raccolto scarso; la guerra, le tasse e gli alloggiamenti dei soldati avevano fatto il resto. Ma il popolo non crede alla scarsità: crede che il grano ci sia e che incettatori e fornai lo nascondano. Il gran cancelliere Antonio Ferrer, che fa le veci del governatore impegnato nell'assedio di Casale, asseconda questa opinione e fissa per il pane un prezzo molto inferiore al costo. La gente accorre ai forni; i fornai lavorano in perdita finché non protestano. Una giunta rialza il prezzo: e la città, che si era vista dare ragione, insorge.
L'assalto al forno delle grucce
La mattina dell'11 novembre la folla strappa le gerle ai garzoni che portano il pane nelle case. Poi assalta un forno nella Corsia dei Servi, detto delle grucce. Il capitano di giustizia, accorso con gli alabardieri, parla dalla finestra finché una sassata non lo coglie alla fronte. La porta cede, la bottega è saccheggiata: pane, farina, denari, e infine gli attrezzi.
Renzo spettatore
Renzo arriva mentre la gente esce carica di roba. Ascolta i discorsi della gente, tra cui l'accusa al vicario di provvisione, e davanti al forno devastato pensa: «Questa poi non è una bella cosa». Segue chi porta via i rottami degli attrezzi fino alla piazza del Duomo, dove tutto è bruciato in un falò tra grida di «viva l'abbondanza». Il narratore commenta che distruggere i forni non è il mezzo più adatto per avere pane.
Verso la casa del vicario
Spento il fuoco, corre voce che si saccheggi un altro forno, al Cordusio; ma lo si trova difeso. Allora qualcuno propone di andare dal vicario di provvisione, il magistrato dell'annona, che il popolo considera responsabile della fame. La folla si muove, e Renzo con lei.
Per l'interrogazione
Da ricordare
- Cause vere della carestia: raccolti scarsi, guerra, tasse.
- Errore politico: Ferrer impone un prezzo del pane insostenibile.
- 11 novembre 1628: assalto al forno delle grucce.
- Renzo è spettatore: disapprova la devastazione del forno, ma per curiosità segue la folla.
Possono chiederti
- Qual è, secondo Manzoni, l'errore del popolo e quale quello del governo?
- Che giudizio dà il narratore sull'assalto ai forni?
- Perché Renzo si lascia coinvolgere?
Le sequenze
11 sequenze: 7 narrative, 4 descrittive o di digressione. Quelle con una parte descrittiva sono segnate dal bordo dorato. In rosso il modo della sequenza: dialogo, riflessione, ritratto di personaggio, descrizione di luogo, digressione storica; le altre sono di azione.
-
descrittiva · digressione storica
Excursus sulla carestia e sui contraddittori provvedimenti delle autorità
- Tempo
- 1628
- Luogo
- Lombardia spagnola
- Personaggi
- Ferrer, don Gonzalo di Cordova
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descrittiva · digressione storica
Agitazione della popolazione milanese
- Tempo
- 10 novembre, sera
- Luogo
- Milano
-
narrativa
La folla assale i garzoni
- Tempo
- 11 novembre, mattina
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- folla, garzoni dei fornai
-
narrativa
La folla assale e depreda il forno delle grucce, nonostante l'intervento del capitano di giustizia e la difesa dei lavoratori
- Tempo
- 11 novembre, mattina
- Luogo
- Corsia dei Servi presso il forno delle grucce
- Personaggi
- folla, lavoratori del forno delle grucce, capitano di giustizia, alabardieri
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narrativa
Anche gli altri forni sono minacciati, ma si difendono o distribuiscono pane, e non vengono saccheggiati
- Tempo
- 11 novembre, mattina
- Luogo
- altri luoghi di Milano presso gli altri forni
- Personaggi
- folla, lavoratori dei forni
-
narrativa · dialogo
Renzo avanza tra la folla verso il centro del tumulto e ascolta i discorsi della gente sulla carestia, sui fornai e sul vicario di provvisione
- Tempo
- 11 novembre, mattina
- Luogo
- borgo di porta orientale
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narrativa
Renzo giunge al forno già saccheggiato, mentre la folla ne porta via gli arredi
- Tempo
- 11 novembre, mattina, tarda mattinata
- Luogo
- Corsia dei Servi presso il forno delle grucce
-
narrativa
Renzo segue l'uomo che porta assi fino a un mucchio di oggetti che vengono bruciati in piazza del duomo
- Tempo
- 11 novembre, mattina
- Luogo
- tra Corsia dei Servi e piazza del duomo
-
descrittiva · riflessione
Riflessione del narratore: distruggere i forni non è il modo di avere il pane; Renzo lo pensa ma tace
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narrativa
Renzo segue la folla verso il forno del Cordusio; la folla si ferma davanti agli armati; qualcuno invita ad assalire la casa del vicario di provvisione lì vicino; la folla si muove
- Tempo
- 11 novembre, mattina
- Luogo
- da piazza del duomo attraverso piazza de' Mercanti fino al Cordusio
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descrittiva · digressione storica
La statua di Filippo II in piazza de' Mercanti e la sua sorte successiva
Parole da sapere
- alabardiere
- Soldato armato di alabarda, un'asta con in cima una punta e una scure. Gli alabardieri scortano il capitano di giustizia.
- birbone
- Furfante, mascalzone. È la parola con cui il popolo, e don Abbondio, chiamano i prepotenti.
- capitano di giustizia
- Il magistrato che a Milano aveva la responsabilità della giustizia penale e dell'ordine pubblico.
- decurione
- Membro del consiglio che amministrava la città di Milano.
- garzone
- Ragazzo o giovane lavorante di una bottega. I garzoni dei fornai portano il pane nelle case.
- gerla
- Cesta a forma di cono rovesciato che si porta sulle spalle. In gerle i garzoni dei fornai portano il pane.
- governatore
- Il rappresentante del re di Spagna a capo dello Stato di Milano: nel romanzo don Gonzalo Fernández de Córdoba, poi Ambrogio Spinola.
- gran cancelliere
- La più alta carica civile dello Stato di Milano dopo il governatore, di cui fa le veci in sua assenza: nel 1628 è Antonio Ferrer.
- meta
- Il prezzo massimo fissato dall'autorità per un genere alimentare. La meta del pane imposta da Ferrer è all'origine del tumulto.
- tristo
- Malvagio, cattivo (da non confondere con «triste»). «Quattro tristi» sono, per il mercante di Gorgonzola, i capi del tumulto.
- tumulto di San Martino
- La rivolta per il pane scoppiata a Milano l'11 novembre 1628, giorno di San Martino, e durata due giorni.
- vicario di provvisione
- Il magistrato cittadino responsabile degli approvvigionamenti. Nel 1628 la folla lo ritiene colpevole della fame e ne assale la casa.