Capitolo 31
La peste entra a Milano
- Quando dall'autunno 1629 al maggio 1630
- Dove Milano
- Sequenze 46
In breve
Manzoni, seguendo gli storici del tempo, ricostruisce l'arrivo della peste portata dai lanzichenecchi. Nell'autunno del 1629 i primi casi nei paesi lungo il percorso dell'esercito: il medico Lodovico Settala e il Tadino danno l'allarme, ma il tribunale della sanità si muove lentamente e il governatore pensa alla guerra.
Un soldato porta il contagio in città. Per mesi si nega: «non è peste», poi «febbri pestilenti». Chi dice il vero è insultato. Quando i morti si moltiplicano, la paura cerca dei colpevoli: nasce la credenza negli untori, che spargerebbero unguenti velenosi, e dopo la presunta unzione in Duomo e le macchie trovate sui muri il sospetto diventa per molti certezza.
Analisi del capitolo
Il contagio entra nel Milanese
La peste che il tribunale della sanità temeva arriva davvero, con le truppe imperiali. Manzoni avverte che su questi fatti le cronache del tempo sono confuse e incomplete, e che ha cercato di ricavarne un racconto ordinato. Lungo la strada percorsa dall'esercito si cominciano a trovare morti con segni che pochi sanno riconoscere: tra questi i vecchi che ricordano la peste del 1576, detta di san Carlo. Il protofisico Lodovico Settala, che l'ha vista da giovane, avverte il tribunale.
Le prime indagini
Il tribunale manda un commissario e un medico, che si lasciano convincere da un barbiere ignorante: non è peste, sono effetti delle paludi e degli strapazzi. Quando le notizie si moltiplicano partono il Tadino e un auditore, e trovano il male diffuso in tutto il territorio di Lecco, sulle rive del lago, nella Brianza. Si ordina di chiudere la città con le bullette di sanità; ma la grida esce il 29 novembre, quando la peste è già dentro. Il governatore Spinola, informato, risponde che gli dispiace, e che i pensieri della guerra sono più pressanti; pochi giorni dopo ordina pubbliche feste per la nascita del principe Carlo.
Chi portò la peste in città
Secondo le fonti fu un soldato italiano al servizio della Spagna, entrato a Milano con un fagotto di panni comprati o rubati ai lanzichenecchi, e morto in pochi giorni all'ospedale. Si prendono misure, tarde e parziali. Per tutto l'inverno e fino a primavera il contagio cova, facendo morti qua e là.
Non è peste
È questo il tema del capitolo: il rifiuto di vedere. Il popolo, i magistrati, molti medici negano che sia peste; chi lo afferma, come il Settala e il Tadino, è insultato per strada come nemico della patria. Manzoni segue la storia delle parole: prima si dice che non è peste, assolutamente; poi «febbri pestilenti»; poi «non vera peste»; infine peste, senza dubbio, ma ormai con un'altra idea attaccata, quella del veneficio.
Il lazzaretto ai cappuccini
Con la primavera del 1630 i morti crescono in ogni quartiere e il lazzaretto si riempie. Nessuno vuole assumerne il governo. Il tribunale lo affida ai cappuccini: padre Felice Casati, con padre Michele Pozzobonelli e altri confratelli, vi porta ordine e assistenza, e molti vi muoiono. Il narratore si ferma a render loro onore.
Gli untori
Per convincere il popolo, il tribunale fa esporre in pubblico, durante una festa, i cadaveri nudi di una famiglia morta di peste: l'evidenza persuade più delle gride. Ma una verità riconosciuta così tardi si mescola subito a un errore. Corre voce che il male sia sparso apposta, con unguenti velenosi. La sera del 17 maggio alcuni credono di vedere persone che ungono un assito in Duomo; la mattina dopo porte e muri della città sono trovati imbrattati di una materia giallognola. Era forse una burla sciocca. Da quel giorno la paura ha un nemico da cercare.
Per l'interrogazione
Da ricordare
- Capitolo storico: la peste entra nel Milanese con l'esercito.
- Per mesi autorità e popolo negano che sia peste.
- Fonti: Ripamonti e Tadino.
- Nasce la credenza negli untori.
Possono chiederti
- Quali sono le responsabilità delle autorità?
- Come cambia il nome dato alla malattia?
- Perché nasce la credenza negli untori?
Le sequenze
46 sequenze: 31 narrative, 4 narrative e descrittive insieme, 11 descrittive o di digressione. Quelle con una parte descrittiva sono segnate dal bordo dorato. In rosso il modo della sequenza: dialogo, riflessione, ritratto di personaggio, descrizione di luogo, digressione storica; le altre sono di azione.
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descrittiva · digressione storica
Excursus sulla peste; problemi storiografici della ricostruzione
- Tempo
- 1629
- Luogo
- Milano e Lombardia spagnola
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narrativa e descrittiva · digressione storica
Primi morti e primi malati nei paesi attraversati dall'esercito; ricordo della peste di san Carlo e riflessione sulla forza della carità
- Tempo
- autunno 1629
- Luogo
- territorio percorso dall'esercito
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narrativa · digressione storica
Lodovico Settala riferisce che a Chiuso è scoppiato il contagio
- Tempo
- 20 ottobre 1629
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- Lodovico Settala
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narrativa · digressione storica
Altri casi segnalati a Lecco e Bellano
- Tempo
- giorni seguenti
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Un commissario e un medico inviati sul posto segnalano che non c'è pericolo
- Tempo
- giorni seguenti
- Luogo
- zona di Lecco e Bellano
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narrativa · digressione storica
Vengono segnalati altri casi in altre zone
- Tempo
- giorni seguenti
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Il Tadino e un funzionario percorrono il territorio tra Lecco e l'Adda e trovano le prove che il contagio è diffuso
- Tempo
- giorni seguenti
- Luogo
- zona tra Lecco e l'Adda
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narrativa · digressione storica
Il tribunale della sanità riceve la loro relazione e prescrive le tessere sanitarie per impedire l'ingresso a Milano delle persone provenienti dai territori contagiati
- Tempo
- 30 ottobre 1629
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Il Tadino e il funzionario, rientrati a Milano, relazionano al tribunale della sanità
- Tempo
- 14 novembre 1629
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
I due si presentano al governatore per esporgli la situazione, ma ricevono una risposta evasiva
- Tempo
- giorni seguenti
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- Ambrogio Spinola
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narrativa · digressione storica
Il governatore emana una grida in cui ordina le celebrazioni per la nascita dell'erede al trono
- Tempo
- 18 novembre 1629
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- Ambrogio Spinola
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descrittiva · digressione storica
Giudizio severo sul governatore di Milano, Ambrogio Spinola
- Personaggi
- Ambrogio Spinola
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descrittiva · digressione storica
Rifiuto della popolazione e delle autorità di credere al contagio
- Tempo
- autunno 1629
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Il cardinale prescrive ai parroci l'obbligo di raccomandare ai fedeli la denuncia dei casi sospetti
- Tempo
- autunno 1629
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- il cardinale Borromeo
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narrativa · digressione storica
Il tribunale della sanità chiede inutilmente la cooperazione, ma esso stesso agisce con lentezza
- Tempo
- autunno 1629
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Il tribunale della sanità stende la grida delle tessere sanitarie decisa il 30 ottobre
- Tempo
- 23 novembre 1629
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
La grida delle tessere sanitarie viene pubblicata, quando la peste è già entrata a Milano
- Tempo
- 29 novembre 1629
- Luogo
- Milano
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descrittiva · riflessione
Riflessione sulla curiosità di conoscere i nomi delle prime vittime di una grande mortalità
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narrativa · digressione storica
Un soldato italiano malato di peste entra a Milano e prende alloggio presso alcuni parenti a porta orientale
- Tempo
- prima del 29 novembre 1629 (22 ottobre o 22 novembre secondo le fonti)
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Il soldato si ammala, è ricoverato in ospedale e muore
- Tempo
- giorni seguenti
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Il tribunale della sanità sequestra la casa del soldato e fa bruciare gli oggetti da lui toccati; in ospedale si ammalano gli assistenti, ma il contagio è bloccato
- Tempo
- giorni seguenti
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Molti abitanti della casa del soldato si ammalano e sono condotti al lazzaretto; alcuni muoiono
- Tempo
- giorni seguenti
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Oggetti del soldato non consegnati alle autorità contagiano diversi cittadini in varie zone della città; i casi però non vengono denunciati
- Tempo
- dal novembre 1629 alla primavera del 1630
- Luogo
- Milano
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descrittiva · digressione storica
Ira dei cittadini contro il tribunale della sanità e contro i medici convinti del contagio, in particolare contro il Tadino e Senatore Settala, figlio di Lodovico
- Tempo
- dal novembre 1629 alla primavera del 1630
- Luogo
- Milano
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descrittiva · digressione storica
Autorità e prestigio del Settala
- Personaggi
- Lodovico Settala
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narrativa · digressione storica
La folla assale il Settala in visita ai suoi ammalati
- Tempo
- un giorno imprecisato
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- Lodovico Settala, folla
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narrativa · digressione storica
Episodio della servetta fatta condannare come strega dal Settala
- Tempo
- in data imprecisata
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- Lodovico Settala
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narrativa e descrittiva · digressione storica
Aumentano i casi di malattie e morte in città; i medici che non credono al contagio parlano però di altre malattie
- Tempo
- fine di marzo 1630
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Le autorità si impegnano a far rispettare gli ordini del tribunale della sanità
- Tempo
- fine di marzo 1630
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Il tribunale della sanità chiede fondi ai decurioni
- Tempo
- fine di marzo 1630
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
I decurioni acquisiscono denaro con prestiti e imposte e lo distribuiscono per l'emergenza
- Tempo
- fine di marzo 1630
- Luogo
- Milano
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descrittiva · digressione storica
Difficoltà del lazzaretto
- Tempo
- fine di marzo 1630
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Il tribunale della sanità e i decurioni affidano ai cappuccini la gestione del lazzaretto
- Tempo
- fine di marzo 1630
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Il cappuccino Felice Casati, coadiuvato da Michele Pozzobonelli, assume la direzione del lazzaretto
- Tempo
- 30 marzo 1630
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- padre Felice
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narrativa e descrittiva · digressione storica
Aumento dei malati nel lazzaretto; arrivo di altri cappuccini; attività caritative, organizzative e mediche dei cappuccini
- Tempo
- periodo successivo
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- padre Felice
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descrittiva · riflessione
Giudizio sul governo del lazzaretto ceduto ai cappuccini: segno di una società mal regolata, ma anche prova della forza della carità; elogio dei frati
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descrittiva e narrativa · digressione storica
Diffusione della peste; anche il Settala e la sua famiglia si ammalano
- Tempo
- periodo successivo
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- Lodovico Settala
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descrittiva · digressione storica
Tra chi si è opposto all'idea del contagio si diffonde l'opinione che la peste sia opera di avvelenatori
- Tempo
- periodo successivo
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Si ricorda un dispaccio del 1629 del re di Spagna in cui si segnalava la possibile presenza a Milano di quattro francesi avvelenatori
- Tempo
- periodo successivo
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Qualcuno crede di aver visto ungere un assito del duomo, ma il presidente della Sanità non riscontra nessuna unzione; negativa impressione tra la popolazione
- Tempo
- 17 maggio 1630
- Luogo
- duomo di Milano
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narrativa · digressione storica
Su muri e porte si scopre un untume giallastro, che viene bruciato; alcuni pensano a uno scherzo; molti credono a un'unzione
- Tempo
- 18 maggio 1630
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Il tribunale della sanità pubblica una grida che promette premi a chi denuncia gli untori
- Tempo
- 19 maggio 1630
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Diverse opinioni su chi abbia ordinato quelle unzioni; alcuni continuano a non credere che la peste ci sia
- Tempo
- periodo successivo
- Luogo
- Milano
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narrativa · digressione storica
Durante il concorso di folla al cimitero di San Gregorio il tribunale della sanità fa portare un carro coi cadaveri di un'intera famiglia uccisa dalla peste
- Tempo
- una delle feste di Pentecoste
- Luogo
- cimitero di san Gregorio a Milano
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descrittiva · digressione storica
Trasformazione delle opinioni circa la peste
- Tempo
- periodo intero della peste
- Luogo
- Milano
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descrittiva · riflessione
Riflessione sul cammino delle idee e delle parole e sul metodo di osservare, ascoltare, paragonare, pensare, prima di parlare
Parole da sapere
- bubbone
- Il gonfiore delle ghiandole, sotto le ascelle o all'inguine, che è il segno caratteristico della peste.
- bulletta
- Certificato di sanità che attestava la provenienza da un luogo non infetto; serviva per entrare in città durante il contagio.
- cappuccino
- Frate dell'ordine dei Frati minori cappuccini, ramo dei francescani. Lo sono fra Cristoforo, fra Galdino e i religiosi che reggono il lazzaretto.
- decurione
- Membro del consiglio che amministrava la città di Milano.
- gabelliere
- L'addetto alla riscossione dei dazi alle porte della città.
- governatore
- Il rappresentante del re di Spagna a capo dello Stato di Milano: nel romanzo don Gonzalo Fernández de Córdoba, poi Ambrogio Spinola.
- gran cancelliere
- La più alta carica civile dello Stato di Milano dopo il governatore, di cui fa le veci in sua assenza: nel 1628 è Antonio Ferrer.
- protofisico
- Il primo medico dello Stato, capo dei medici: nel 1629 è Lodovico Settala.
- tribunale della sanità
- La magistratura che a Milano vegliava sulla salute pubblica. Riconosce la peste in ritardo e non ha i mezzi per contenerla.
- tristo
- Malvagio, cattivo (da non confondere con «triste»). «Quattro tristi» sono, per il mercante di Gorgonzola, i capi del tumulto.
- untore
- Chi, secondo una credenza diffusa nel 1630, spargeva la peste ungendo porte e muri con unguenti velenosi. Molti innocenti furono linciati o condannati per questo.