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Il protofisico

Lodovico Settala

Il medico più autorevole di Milano: riconosce la peste, viene aggredito dalla folla, ma condivide i pregiudizi del suo tempo.

Protofisico di Milano, cioè il medico più alto in grado dello Stato, «allora poco men che ottuagenario». Aveva curato la peste del 1576 da giovane, era stato professore a Pavia e a Milano e aveva rifiutato le cattedre di molte università. Il 20 ottobre 1629 è lui a riferire al tribunale della sanità che il contagio è scoppiato a Chiuso, ma nessuno prende provvedimenti.

Per aver detto la verità diventa un bersaglio: un giorno, mentre va in bussola a visitare i suoi malati, la gente lo circonda gridando che è lui a volere per forza la peste, «con quel suo cipiglio, con quella sua barbaccia», e i portantini devono rifugiarsi in casa d'amici. Manzoni non lo idealizza: lo stesso uomo aveva contribuito, con un suo parere, a far torturare e bruciare come strega una povera serva. Nella peste si ammala con tutta la famiglia; lui e uno dei figli si salvano.

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In quali capitoli compare

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La sua storia, capitolo per capitolo

Le sequenze in cui compare. Apri un capitolo per vedere che cosa vi accade.

31 La peste entra a Milano 5 sequenze
  • Lodovico Settala riferisce che a Chiuso è scoppiato il contagio
  • Autorità e prestigio del Settala
  • La folla assale il Settala in visita ai suoi ammalati
  • Episodio della servetta fatta condannare come strega dal Settala
  • Diffusione della peste; anche il Settala e la sua famiglia si ammalano

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