Il medico della sanità
Alessandro Tadino
Il medico del tribunale della sanità che cerca di fermare la peste e ne scrive la cronaca, la fonte principale di Manzoni.
Alessandro Tadino è «uno de' conservatori della sanità», i membri del tribunale che deve proteggere Milano dai contagi. Quando arriva la notizia che nell'esercito dei lanzichenecchi cova la peste, è lui a chiedere al governatore di fermarne il passaggio, e si sente rispondere che le ragioni della guerra pesano più del pericolo. Poi va di persona nel territorio di Lecco e in Valsassina, e trova il male già dilagato.
Insieme all'altro medico della sanità, Senatore Settala, figlio del protofisico, propone misure severe, ma è inascoltato e diventa uno dei due medici più odiati della città, insultato e preso a sassate per le strade. Di quei mesi scrisse un Ragguaglio, che Manzoni cita continuamente nei capitoli sulla peste: senza di lui sapremmo molto meno di quanto accadde nel 1630.
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In quali capitoli compare
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La sua storia, capitolo per capitolo
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28 La carestia e i lanzichenecchi 1 sequenza
- Il tribunale della sanità, avvisato che nell'esercito tedesco cova la peste, manda il Tadino da don Gonzalo, che risponde di non poterci far nulla; il presidente della Sanità respinge la proposta dei due medici di vietare ogni acquisto dai soldati
Don Gonzalo Fernández de Córdoba