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Tema

La peste

La catastrofe del 1630 come prova per i singoli e come ritratto di una società.

La peste occupa due capitoli di storia e fa da sfondo a tutta l'ultima parte. Manzoni la ricostruisce sui cronisti e ne fa, prima di tutto, la storia di un errore collettivo: l'incapacità di riconoscere il male, il rifiuto di chiamarlo con il suo nome, e poi la ricerca di un colpevole, gli untori.

Nella città appestata l'ordine sociale si rovescia. Comandano i monatti; i potenti fuggono o muoiono come gli altri; l'assistenza è lasciata a chi la sceglie, i cappuccini del lazzaretto. La peste rivela ciascuno per quello che è: il Griso tradisce, don Ferrante ragiona fino a morirne, fra Cristoforo serve fino alla fine, la madre di Cecilia conserva la dignità.

Nella trama la peste scioglie i nodi: toglie di mezzo don Rodrigo, rende inutile la cattura contro Renzo, riunisce i protagonisti. Don Abbondio la chiama «una scopa». Il narratore non lo dice mai: si limita a mostrare che, finita la pioggia, si ricomincia.

Dove si vede meglio

  1. 28La carestia e i lanzichenecchi
  2. 31La peste entra a Milano
  3. 32La processione e gli untori
  4. 33La peste di don Rodrigo e il ritorno di Renzo
  5. 34Milano appestata
  6. 35Il lazzaretto
  7. 36Il voto sciolto
  8. 37La pioggia

Attraverso quali personaggi