Capitolo 34
Milano appestata
- Quando fine agosto 1630
- Dove Milano, Il lazzaretto
- Sequenze 25
In breve
Renzo entra a Milano senza difficoltà. La città è un deserto di porte sbarrate, carri di cadaveri, monatti. Dà i suoi pani a una donna chiusa in casa con i figli; assiste, commosso, alla scena della madre che consegna ai monatti il corpo della sua bambina, Cecilia, vestita a festa.
Alla casa di don Ferrante una donna, dalla finestra, gli grida che Lucia è al lazzaretto. Mentre indugia a quella porta, viene preso per un untore: inseguito dalla folla, si salva saltando su un carro di monatti, che lo accolgono brindando alla moria. Sceso poco oltre, raggiunge il lazzaretto.
Analisi del capitolo
Dentro Milano
Renzo arriva a porta Nuova. Dovrebbe avere la bulletta di sanità; ma le guardie sono poche e distratte, e con una moneta entra. La città gli appare come non l'aveva mai vista: strade vuote, usci inchiodati o segnati con una croce, cenci e fasce marciose per terra, silenzio rotto dal campanello dei monatti.
Il primo sospetto
Vuole chiedere la strada a un passante, e si avvicina togliendosi il cappello. Quello, credendolo un untore che nasconde nel cappello la polvere o il vasetto, alza il bastone ferrato e gli intima di stare alla larga; tornato a casa racconterà di aver scampato un'unzione.
La donna alla finestra
Da un terrazzino una donna, circondata di bambini, lo chiama: l'hanno inchiodata in casa perché il marito è morto di peste, e nessuno porta più da mangiare. Renzo le dà i due pani che ha comprato, e promette di avvertire qualcuno.
I carri
Incontra i primi convogli: carri carichi di cadaveri nudi o mal coperti, ammucchiati alla rinfusa, con i monatti che spingono i cavalli a frustate e bestemmie. Prega per quei morti, e gli viene il pensiero che su uno di quei carri potrebbe esserci Lucia.
La madre di Cecilia
«Scendeva dalla soglia d'uno di quegli usci…». Una donna giovane, di una bellezza velata dal dolore e dal male, porta in braccio una bambina morta, di forse nove anni, pettinata e vestita di bianco come per una festa. Non permette al monatto di toccarla: la depone lei stessa sul carro, gli dà del denaro perché nessuno la spogli, e gli dice di tornare la sera a prendere anche lei, e non lei sola. Il monatto, soggiogato, ubbidisce con rispetto. È la pagina più celebre del capitolo: nella città dove tutto si è degradato, un gesto restituisce dignità alla morte.
La casa di don Ferrante
Renzo arriva alla casa che cerca e bussa. Una donna si affaccia con sospetto: Lucia non c'è, è al lazzaretto. Non dice altro e chiude. Renzo, afflitto e arrabbiato, resta lì col martello della porta in mano.
«Dàgli all'untore!»
Una vecchia, vedendolo insistere a quella porta, grida che è un untore. Accorre gente. Renzo si fa largo a spintoni e scappa; inseguito, sfodera il coltello; poi, non sapendo dove fuggire, salta su un carro di monatti che passa. I monatti lo accolgono come uno dei loro, gli offrono da bere, brindano alla moria e cantano. Renzo ringrazia e, appena può, scende. Ha riconosciuto la strada: è il corso di porta Orientale, quello che aveva percorso circa venti mesi prima. In fondo c'è il lazzaretto.
Per l'interrogazione
Da ricordare
- Renzo nella Milano appestata.
- La madre di Cecilia: la dignità nel dolore.
- Lucia è al lazzaretto.
- Renzo, scambiato per untore, si salva sul carro dei monatti.
Possono chiederti
- Analizza l'episodio della madre di Cecilia.
- Confronta questo ingresso a Milano con quello del capitolo 11.
- Che immagine dei monatti dà il capitolo?
Le sequenze
25 sequenze: 23 narrative, 1 narrative e descrittive insieme, 1 descrittive o di digressione. Quelle con una parte descrittiva sono segnate dal bordo dorato. In rosso il modo della sequenza: dialogo, riflessione, ritratto di personaggio, descrizione di luogo, digressione storica; le altre sono di azione.
-
narrativa · riflessione
Renzo riflette su come entrare a Milano, contando sulle difficoltà dei controlli; non vede nessuno intorno
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- esterno delle mura di Milano
- Personaggi
- Renzo
-
descrittiva · descrizione di luogo
Aria pesante, cielo velato, campagna arida
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- esterno delle mura di Milano
-
narrativa
Renzo si muove lungo le mura verso porta nuova; ode un tintinnio
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- esterno delle mura di Milano
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa
Renzo arriva a porta nuova mentre i monatti portano via il capo dei gabellieri; entra lanciando una moneta alla guardia; allunga il passo quando un gabelliere lo chiama
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- porta nuova
- Personaggi
- Renzo, monatti, una guardia, gabellieri
-
narrativa
Renzo prosegue verso la croce di sant'Eusebio
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- strada da porta nuova al Naviglio
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa · dialogo
Renzo si avvicina a un cittadino per chiedergli la strada, ma quello, scambiandolo per un untore, lo tiene a distanza minacciandolo col bastone
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- stradone di santa Teresa
- Personaggi
- Renzo, un cittadino
-
narrativa
Il cittadino, tornato a casa, racconta di essere scampato a un untore e ripeterà la sua storia per tutta la vita
- Tempo
- fine agosto 1630 e anni successivi
- Luogo
- casa del cittadino
- Personaggi
- un cittadino
-
narrativa · dialogo
Renzo prosegue; da una casa una vedova dimenticata gli chiede di avvisare un commissario; Renzo dà la sua parola e le dona i due pani comprati a Monza; la donna non conosce l'indirizzo di don Ferrante
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- ponte e strada di san Marco
- Personaggi
- Renzo, una vedova bloccata in casa
-
narrativa
Renzo proseguendo vede una macchina di tortura e una fila di carri carichi di morti
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- piazza di san Marco
- Personaggi
- Renzo, un apparitore, monatti coi carri dei morti
-
narrativa · dialogo
Renzo scorge un prete che sta confessando una persona in una casa; da lui viene a sapere l'indirizzo di don Ferrante; gli riferisce della vedova chiusa in casa
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- Borgo Nuovo
- Personaggi
- Renzo, un prete senza abito talare
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narrativa e descrittiva · descrizione di luogo
Renzo attraversa il carrobbio deserto, colpito dal fetore dei cadaveri e delle immondizie
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- carrobbio di porta nuova
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa · digressione storica
Sconvolgimento fisico e morale della città appestata
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- Milano
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narrativa
Renzo assiste allo sgombero dei cadaveri dalle case
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- una strada imprecisata
- Personaggi
- Renzo, abitanti, monatti
-
narrativa
Renzo vede una madre che deposita il corpo della figlia (Cecilia) sul carro e chiede ai monatti di rispettarla e di tornare a prendere lei quella sera; poi rientra in casa e osserva il funerale da una finestra con un'altra bambina in braccio; Renzo chiede pietà a Dio
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- una strada imprecisata
- Personaggi
- Renzo, la madre di una bambina morta, monatti
-
narrativa
Renzo assiste al passaggio di una moltitudine di malati condotti al lazzaretto
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- un crocicchio della strada
- Personaggi
- Renzo, malati
-
narrativa · dialogo
Renzo chiede dov'è la strada di don Ferrante; il monatto gli risponde malamente; il commissario gliela indica
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- un crocicchio della strada
- Personaggi
- Renzo, un monatto, un commissario
-
narrativa · dialogo
Renzo bussa; una donna si affaccia e lo informa che Lucia è al lazzaretto, poi scompare
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- davanti alla casa di don Ferrante
- Personaggi
- Renzo, una donna della casa
-
narrativa
Renzo continua a bussare; poi si accorge che una donna alle sue spalle fa strani segni e urla che è un untore
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- davanti alla casa di don Ferrante
- Personaggi
- Renzo, un'altra donna
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narrativa
Renzo si trova circondato da una folla minacciosa
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- davanti alla casa di don Ferrante
-
narrativa
Renzo inseguito scappa; poi cerca di tenere a bada la folla estraendo il coltello
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- strade vicine
-
narrativa
La folla si ferma al passaggio dei carri; Renzo balza su uno, accolto con entusiasmo dai monatti; uno di essi allontana la folla minacciando il lancio di un cencio impestato
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- strade vicine
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narrativa · dialogo
I carri proseguono il viaggio; Renzo ringrazia i monatti; questi lo elogiano come untore, bevono e cantano una canzonaccia
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- dalla strada di don Ferrante al corso di porta orientale
- Personaggi
- Renzo, i monatti
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narrativa
Un commissario ferma il convoglio; Renzo scende dal carro ringraziando
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- corso di porta orientale
- Personaggi
- Renzo, i monatti, un commissario
-
narrativa
Renzo percorre il corso ed esce da porta orientale
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- corso di porta orientale
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa
Renzo si trova di fronte il lazzaretto; intorno vede malati in varie attitudini; avanza e scorge un frenetico sopra un cavallo al galoppo
- Tempo
- fine agosto 1630
- Luogo
- esterno di porta orientale davanti al lazzaretto
- Personaggi
- Renzo, malati
Parole da sapere
- apparitore
- Durante la peste, chi precedeva i carri dei monatti suonando un campanello per avvertire i passanti.
- birbone
- Furfante, mascalzone. È la parola con cui il popolo, e don Abbondio, chiamano i prepotenti.
- bravo
- Uomo armato al servizio di un signore, che lo protegge dalla giustizia in cambio dell'obbedienza. Contro i bravi furono emanate per decenni gride senza effetto.
- bulletta
- Certificato di sanità che attestava la provenienza da un luogo non infetto; serviva per entrare in città durante il contagio.
- cappuccino
- Frate dell'ordine dei Frati minori cappuccini, ramo dei francescani. Lo sono fra Cristoforo, fra Galdino e i religiosi che reggono il lazzaretto.
- gabelliere
- L'addetto alla riscossione dei dazi alle porte della città.
- monatto
- Durante la peste, l'addetto a portare i malati al lazzaretto e i morti alle fosse, e a bruciare la roba infetta.
- sporta
- Borsa di paglia o di giunco con due manici. È tutto il bagaglio di un cappuccino.
- tristo
- Malvagio, cattivo (da non confondere con «triste»). «Quattro tristi» sono, per il mercante di Gorgonzola, i capi del tumulto.
- untore
- Chi, secondo una credenza diffusa nel 1630, spargeva la peste ungendo porte e muri con unguenti velenosi. Molti innocenti furono linciati o condannati per questo.
- uscio
- La porta di casa.