La madre della bambina morta
La madre di Cecilia
La madre che, nella Milano della peste, depone con le proprie mani la figlia morta sul carro dei monatti.
Renzo la vede scendere dalla soglia di una casa mentre passa il carro dei morti: porta in braccio una bambina di nove anni, morta, vestita di bianco e pettinata con cura, come per una festa. È una donna giovane, di una bellezza velata dal dolore, che non piange più ma non ha perso nulla della sua dignità.
«Un turpe monatto» si avvicina per prenderle la bambina, ma con «una specie però d'insolito rispetto». Lei non glielo permette: vuole metterla da sé sul carro, e paga il monatto perché non tocchi nulla di ciò che la figlia ha indosso. Poi la saluta: «addio, Cecilia! riposa in pace! Stasera verremo anche noi, per restar sempre insieme». Rientra in casa, e la si rivede alla finestra con in braccio un'altra figlia più piccola, già malata, ad aspettare il ritorno del carro. È uno dei passi più alti del romanzo: la peste vista attraverso una sola madre.
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34 Milano appestata 1 sequenza
- Renzo vede una madre che deposita il corpo della figlia (Cecilia) sul carro e chiede ai monatti di rispettarla e di tornare a prendere lei quella sera; poi rientra in casa e osserva il funerale da una finestra con un'altra bambina in braccio; Renzo chiede pietà a Dio
Renzo Tramaglino