Capitolo 33
La peste di don Rodrigo e il ritorno di Renzo
- Quando fine agosto 1630; per Renzo, dalla fine del 1629
- Dove Milano, Il Bergamasco, Il paese di Renzo e Lucia
- Sequenze 31
In breve
Una notte d'agosto del 1630 don Rodrigo, tornato da una baldoria in cui ha deriso la morte del conte Attilio, si sente male; al risveglio si scopre un bubbone. Il Griso, mandato a chiamare un chirurgo, lo tradisce: arriva con i monatti, che lo portano al lazzaretto mentre lui spoglia la casa. Ma il Griso ha toccato i panni del padrone, e il giorno dopo muore.
Renzo, nel Bergamasco, ha avuto la peste ed è guarito. Ora che nessuno bada più alle catture torna a cercare Lucia. Al paese trova Tonio inebetito dal male, don Abbondio scampato che gli dà notizie di morti (Perpetua tra gli altri), la sua vigna inselvatichita. Un amico lo ospita; saputo da lui il vero casato di don Ferrante, presso cui Lucia sta a Milano, riparte.
Analisi del capitolo
L'ultima sera di don Rodrigo
Una notte verso la fine di agosto don Rodrigo torna a casa, a Milano, da una cena con amici in cui ha fatto ridere tutti con un elogio funebre del conte Attilio, morto di peste due giorni prima. Si sente male e lo attribuisce al vino. Il Griso, che lo accompagna con il lume, gli vede la faccia stravolta e si tiene a distanza.
Il sogno
Addormentatosi a fatica, sogna di trovarsi in una chiesa, stretto tra una folla di appestati che lo premono; sente una punta che gli fa male sotto l'ascella. Poi vede nel pulpito fra Cristoforo, che alza la mano come nella sala del palazzotto. Si sveglia gridando. Il dolore c'è davvero: guarda, e trova un sozzo bubbone.
Il tradimento del Griso
Chiama il Griso e gli ordina di andare a prendere un chirurgo che, pagato, tiene segreti i malati. Il Griso esce e torna con due monatti. Don Rodrigo afferra una pistola; lo disarmano e lo tengono fermo sul letto, mentre il servitore fedele scassina lo scrigno e divide il bottino. Lo portano via al lazzaretto. Ma il Griso, per cercare altro denaro, ha scosso i panni del padrone: il giorno dopo, in una bettola, gli viene male, e muore sul carro dei monatti prima di arrivare.
Renzo e la peste
Il racconto torna a Renzo. Passato il pericolo delle ricerche, è tornato a lavorare da Bortolo; ha saputo, attraverso le lettere, che Lucia è a Milano in casa di don Ferrante. Poi la peste arriva anche nel Bergamasco. Renzo si ammala, sta per morire, e la sua buona complessione vince. Guarito, e sapendo che ora nessuno bada più alle catture, decide di andare a cercare Lucia.
Il ritorno al paese
Cammina verso casa per un paese desolato. La prima persona che incontra è Tonio, che non lo riconosce: la peste gli ha tolto il vigore del corpo e della mente, e ripete soltanto: «A chi la tocca, la tocca». Poi vede una figura nera che viene avanti appoggiata a un bastone: è don Abbondio, pallido e smagrito, scampato anche lui. Il curato non ha piacere di rivederlo: gli ricorda che ha una cattura addosso, lo prega di andarsene. Gli dà le notizie: Lucia è a Milano, Agnese a Pasturo, Perpetua è morta, e con lei una lunga lista di paesani.
La vigna
Renzo passa davanti alla sua vigna. In due anni di abbandono è diventata una selva: Manzoni ne fa una descrizione minuziosa, un elenco di erbe e di rampicanti che si soffocano a vicenda, in cui si è voluta vedere un'immagine del disordine che nasce dove manca la cura. La casa è vuota, sporca, abitata dai topi.
L'amico
Lo ospita un amico d'infanzia, rimasto solo dopo aver perso tutta la famiglia. Mangiano una polenta e parlano a lungo: per l'amico è una consolazione rara. Da lui Renzo sa che don Rodrigo se n'è andato da tempo e che il podestà è morto. La mattina dopo parte per Milano.
Per l'interrogazione
Da ricordare
- Don Rodrigo si ammala; il Griso lo tradisce e muore a sua volta.
- Il sogno di don Rodrigo: fra Cristoforo e la profezia.
- Renzo, guarito, torna al paese: Tonio inebetito, don Abbondio, la vigna.
- Parte per Milano a cercare Lucia.
Possono chiederti
- Che significato ha il sogno di don Rodrigo?
- Come si può interpretare la descrizione della vigna?
- Come è cambiato Renzo?
Le sequenze
31 sequenze: 27 narrative, 3 narrative e descrittive insieme, 1 descrittive o di digressione. Quelle con una parte descrittiva sono segnate dal bordo dorato. In rosso il modo della sequenza: dialogo, riflessione, ritratto di personaggio, descrizione di luogo, digressione storica; le altre sono di azione.
-
narrativa
Don Rodrigo torna a casa, con il Griso, dopo una serata passata a gozzovigliare con amici; si sente male
- Tempo
- fine agosto 1630, notte
- Luogo
- strade di Milano
- Personaggi
- don Rodrigo, il Griso
-
narrativa
Don Rodrigo cerca di rassicurare il Griso, che se ne sta in disparte; poi si mette a letto
- Tempo
- fine agosto 1630, notte
- Luogo
- casa di don Rodrigo a Milano
- Personaggi
- don Rodrigo, il Griso
-
narrativa · riflessione
Incubo di don Rodrigo che si crede schiacciato da una folla in chiesa e poi vede emergere dal pulpito l'immagine minacciosa di padre Cristoforo
- Tempo
- fine agosto 1630, notte
- Luogo
- casa di don Rodrigo a Milano
- Personaggi
- don Rodrigo
-
narrativa
Al risveglio don Rodrigo sta male e scopre un bubbone sotto l'ascella
- Tempo
- la mattina successiva
- Luogo
- casa di don Rodrigo a Milano
- Personaggi
- don Rodrigo
-
narrativa · dialogo
Don Rodrigo chiama il Griso e lo prega di far venire il Chiodo chirurgo
- Tempo
- la mattina successiva
- Luogo
- casa di don Rodrigo a Milano
- Personaggi
- don Rodrigo, il Griso
-
narrativa · riflessione
Don Rodrigo attende ansiosamente il ritorno del Griso
- Tempo
- la mattina successiva
- Luogo
- casa di don Rodrigo a Milano
- Personaggi
- don Rodrigo
-
narrativa
Nella camera di don Rodrigo entrano alcuni monatti che lo portano via nonostante la sua resistenza; il Griso scassina lo scrigno
- Tempo
- la mattina successiva
- Luogo
- casa di don Rodrigo a Milano
- Personaggi
- don Rodrigo, il Griso, alcuni monatti
-
narrativa
Il Griso si sente male ed è portato via dai monatti; muore nel viaggio
- Tempo
- il giorno successivo
- Luogo
- una bettola di Milano
- Personaggi
- il Griso, monatti
-
narrativa
Renzo resta a lavorare nel nuovo paese col nome di Antonio Rivolta
- Tempo
- cinque o sei mesi dopo il trasferimento di Renzo nel nuovo paese
- Luogo
- nuovo paese di Renzo
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa
Bortolo va a riprendere Renzo e lo tiene di nuovo con sé
- Tempo
- al termine del periodo precedente
- Luogo
- paese di Bortolo
-
narrativa · dialogo
Renzo resta a lavorare con Bortolo, ma progetta di arruolarsi o travestirsi e tornare al paese; Bortolo lo dissuade
- Tempo
- periodo successivo
- Luogo
- paese di Bortolo
-
narrativa
Renzo prende la peste, ma guarisce; decide di andare a cercare Lucia
- Tempo
- estate del 1630
- Luogo
- paese di Bortolo
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa · dialogo
Renzo comunica a Bortolo la sua decisione e ne ottiene l'approvazione
- Tempo
- estate del 1630
- Luogo
- paese di Bortolo
-
narrativa
Per qualche giorno si esercita per riacquistare le forze
- Tempo
- estate del 1630
- Luogo
- paese di Bortolo
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa
Renzo parte con il fagotto delle sue cose dirigendosi verso Lecco, in cerca di Agnese
- Tempo
- fine di agosto 1630
- Luogo
- paese di Bortolo
- Personaggi
- Renzo
-
descrittiva · riflessione
I guariti dalla peste sono come una classe privilegiata; paragone con i cavalieri erranti del medio evo
-
narrativa e descrittiva
Renzo cammina incontrando pochi abitanti e incrociando qualche funerale
- Tempo
- fine di agosto 1630
- Luogo
- tra il paese di Bortolo e il paese di Renzo
- Personaggi
- Renzo, qualche abitante
-
narrativa
Renzo si ferma a mangiare quello che ha portato e la frutta abbandonata sugli alberi
- Tempo
- fine di agosto 1630, verso mezzogiorno
- Luogo
- boschetto lungo la strada
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa
Renzo giunge al suo paese, prende per un viottolo esterno dove si trova la sua casa
- Tempo
- fine di agosto 1630, sera
- Luogo
- paese di Renzo
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa
Renzo incontra Tonio seduto in terra e fuori di senno a causa della peste
- Tempo
- fine di agosto 1630
- Luogo
- paese di Renzo
-
narrativa · dialogo
Renzo incontra don Abbondio, smagrito dalla peste; dialogo tra i due; il curato gli raccomanda di andarsene e gli elenca i morti del paese, tra cui Perpetua; don Abbondio si allontana
- Tempo
- fine di agosto 1630
- Luogo
- paese di Renzo
- Personaggi
- Renzo, don Abbondio
-
narrativa e descrittiva · descrizione di luogo
Renzo si ferma a guardare la sua vigna distrutta e invasa dalle erbacce
- Tempo
- fine di agosto 1630
- Luogo
- paese di Renzo
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa e descrittiva · descrizione di luogo
Renzo entra nella sua casa e la trova devastata e sudicia dopo il passaggio dei lanzichenecchi
- Tempo
- fine di agosto 1630
- Luogo
- paese di Renzo
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa
Renzo giunge dall'amico, che prima lo scambia per il becchino, poi lo riconosce; saluti affettuosi
- Tempo
- fine di agosto 1630
- Luogo
- paese di Renzo
- Personaggi
- Renzo, un amico
-
narrativa · dialogo
L'amico prepara da mangiare; i due cenano insieme; intanto parlano delle proprie esperienze; l'amico gli comunica il cognome di don Ferrante
- Tempo
- fine di agosto 1630
- Luogo
- casa dell'amico
- Personaggi
- Renzo, l'amico
-
narrativa · dialogo
Renzo comunica all'amico di voler cercare Lucia a Milano e si congeda
- Tempo
- giorno successivo
- Luogo
- casa dell'amico
- Personaggi
- Renzo, l'amico
-
narrativa
Viaggio tranquillo di Renzo
- Tempo
- giorno successivo, mattina
- Luogo
- strada dal paese di Renzo a Milano
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa
Renzo si ferma a mangiare
- Tempo
- giorno successivo, verso mezzogiorno
- Luogo
- boschetto lungo la strada
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa
Renzo si ferma a comprare due pani
- Tempo
- giorno successivo, pomeriggio
- Luogo
- Monza
- Personaggi
- Renzo, un fornaio
-
narrativa
Renzo si ferma a dormire su un mucchio di fieno in una cascina abbandonata
- Tempo
- giorno successivo, sera e notte
- Luogo
- Greco
- Personaggi
- Renzo
-
narrativa
Renzo riprende il cammino verso Milano prendendo come orientamento il duomo e giunge tra porta orientale e porta nuova
- Tempo
- mattino successivo
- Luogo
- da Greco a Milano
- Personaggi
- Renzo
Parole da sapere
- birbone
- Furfante, mascalzone. È la parola con cui il popolo, e don Abbondio, chiamano i prepotenti.
- bubbone
- Il gonfiore delle ghiandole, sotto le ascelle o all'inguine, che è il segno caratteristico della peste.
- curato
- Il parroco, il sacerdote che ha la cura delle anime di un paese.
- filatoio
- L'edificio con le macchine per torcere il filo di seta. Renzo vi lavora e, alla fine, ne compra uno con Bortolo.
- galantuomo
- Uomo onesto, persona perbene. Nel romanzo è spesso usato con ironia: per l'oste sono galantuomini tutti quelli che pagano.
- lanzichenecchi
- Soldati mercenari tedeschi dell'esercito imperiale. Scendono nel Milanese nel 1629 per la guerra di Mantova, saccheggiando e portando la peste.
- monatto
- Durante la peste, l'addetto a portare i malati al lazzaretto e i morti alle fosse, e a bruciare la roba infetta.
- podestà
- Il magistrato che amministrava la giustizia in un borgo. Quello di Lecco siede alla tavola di don Rodrigo.
- tafferia
- Largo piatto di legno su cui si rovescia la polenta.
- tristo
- Malvagio, cattivo (da non confondere con «triste»). «Quattro tristi» sono, per il mercante di Gorgonzola, i capi del tumulto.
- untore
- Chi, secondo una credenza diffusa nel 1630, spargeva la peste ungendo porte e muri con unguenti velenosi. Molti innocenti furono linciati o condannati per questo.
- uscio
- La porta di casa.
- viottola
- Stradina di campagna, sentiero tra i campi.