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Capitolo 2

Il matrimonio rinviato

Leggi il testo del capitolo circa 20 minuti

In breve

Dopo una notte di angosce, don Abbondio decide di prendere tempo. La mattina dell'8 novembre Renzo, filatore di seta di vent'anni, si presenta vestito a festa: il curato accampa impedimenti e lo confonde con il suo «latinorum», ottenendo un rinvio di qualche giorno.

Renzo però si insospettisce, fa parlare Perpetua quel tanto che basta, torna indietro e costringe il curato a fare il nome di don Rodrigo. Don Abbondio si mette a letto con la febbre. Renzo, tra propositi di vendetta e sgomento, corre a casa di Lucia, già pronta per le nozze, e le fa sapere la notizia: le donne venute a farle festa vengono congedate con la scusa che il curato è malato.

Analisi del capitolo

La notte di don Abbondio

Il curato passa la notte a cercare una via d'uscita. Scartata la fuga, scartato il confessare tutto a Renzo, trova un espediente: mancano pochi giorni al tempo proibito per le nozze; basta tirare in lungo fino ad allora per guadagnare due mesi, e in due mesi «può nascer di gran cose». A questo spiraglio riesce a prendere sonno.

Renzo

La mattina Renzo si presenta «con la lieta furia d'un uomo di vent'anni». Il narratore lo descrive: orfano dall'adolescenza, filatore di seta, con un poderetto che lo mette al riparo dalla miseria; vestito a festa, con un'aria di braveria comune allora anche agli uomini più quieti. Don Abbondio lo accoglie con una freddezza insolita e mette in atto il suo piano.

Il «latinorum»

Il curato accampa impedimenti, formalità, ricerche da fare, e li elenca in latino. Renzo sbotta: «Che vuol ch'io faccia del suo latinorum?». Il dialogo oppone la finzione dell'uno alla schiettezza dell'altro: la lingua dei dotti è usata per ingannare chi non la capisce. Renzo, poco convinto, accetta il rinvio di una settimana.

Perpetua e il nome di don Rodrigo

Uscito, Renzo incontra Perpetua e la fa parlare. Lei non dice il nome, ma si lascia sfuggire che è male nascere poveri e che la colpa è dei prepotenti. Quanto basta: Renzo torna dentro, chiude l'uscio, mette la mano sul manico del coltello. Don Abbondio, come se gli cavassero un dente, pronuncia il nome: don Rodrigo. Poi rovescia la parte e rimprovera il giovane per la violenza usata; Renzo, mortificato, risponde soltanto: «posso aver fallato».

La febbre di don Abbondio

Rientra Perpetua con un cavolo sotto il braccio, come se nulla fosse. Il curato, sfinito dallo spavento, si sente la febbre davvero e sceglie la soluzione più semplice: mettersi a letto e far sprangare l'uscio.

I propositi di vendetta

Renzo cammina verso la casa di Lucia in preda alla rabbia. Il narratore ne segue i pensieri: immagina l'agguato a don Rodrigo, la schioppettata, la fuga oltre il confine. Ma è «un giovine pacifico e alieno dal sangue»: il pensiero di Lucia, e con esso il ricordo dei genitori e della fede, lo fa rientrare in sé.

Lucia

Una bambina, Bettina, corre a chiamare la sposa, che al piano di sopra è festeggiata dalle amiche. Il ritratto di Lucia è costruito sull'abito nuziale e sulla sua «modesta bellezza», accresciuta dalle emozioni che le passano sul viso. Alla notizia esclama: «fino a questo segno!», e Renzo capisce che lei sapeva qualcosa. Poi mostra una fermezza inattesa: torna dalle amiche e le congeda dicendo che il curato è ammalato. Qualcuna va a controllare dalla Perpetua: in paese le notizie corrono, e i sospetti anche.

Per l'interrogazione

Da ricordare

  • Don Abbondio prende tempo confondendo Renzo con il latino.
  • Renzo ricava da Perpetua il sospetto e dal curato il nome di don Rodrigo.
  • Primo ritratto di Renzo (impulsivo ma «alieno dal sangue») e di Lucia (modesta e ferma).

Possono chiederti

  • Che cosa rappresenta il «latinorum»?
  • Come reagisce Renzo alla notizia, e che cosa lo trattiene dalla vendetta?
  • Che cosa rivela di Lucia la frase «fino a questo segno!»?

Le sequenze

13 sequenze: 11 narrative, 1 narrative e descrittive insieme, 1 descrittive o di digressione. Quelle con una parte descrittiva sono segnate dal bordo dorato. In rosso il modo della sequenza: dialogo, riflessione, ritratto di personaggio, descrizione di luogo, digressione storica; le altre sono di azione.

  1. narrativa · riflessione

    Riflessioni e paura di don Abbondio

    Tempo
    notte tra il 7 e l'8 novembre
    Luogo
    casa di don Abbondio
    Personaggi
    don Abbondio
  2. descrittiva · ritratto di personaggio

    Aspetto e carattere di Renzo

    Personaggi
    Renzo
  3. narrativa · dialogo

    Don Abbondio accampa scuse per rinviare il matrimonio tra Renzo e Lucia

    Tempo
    8 novembre
    Luogo
    casa di don Abbondio
    Personaggi
    don Abbondio, Renzo
  4. narrativa · dialogo

    Renzo riesce a sapere da Perpetua che ci sono di mezzo dei prepotenti

    Tempo
    8 novembre
    Luogo
    esterno della casa di don Abbondio
    Personaggi
    Renzo, Perpetua
  5. narrativa · dialogo

    Renzo costringe don Abbondio a rivelare il nome di don Rodrigo

    Tempo
    8 novembre
    Luogo
    casa di don Abbondio
    Personaggi
    Renzo, don Abbondio
  6. narrativa

    Don Abbondio si ammala

    Tempo
    8 novembre
    Luogo
    casa di don Abbondio
  7. narrativa

    Ritorno di Renzo verso casa

    Tempo
    8 novembre
    Luogo
    strada tra la casa di don Abbondio e quella di Renzo
    Personaggi
    Renzo
  8. narrativa

    Renzo incarica Bettina di avvisare Lucia

    Tempo
    8 novembre
    Luogo
    cortile della casa di Lucia
    Personaggi
    Renzo, Bettina
  9. narrativa e descrittiva · ritratto di personaggio

    Descrizione di Lucia

    Tempo
    8 novembre
    Luogo
    casa di Lucia
    Personaggi
    Lucia, Agnese, le amiche
  10. narrativa · dialogo

    Bettina parla con Lucia

    Tempo
    8 novembre
    Luogo
    casa di Lucia
    Personaggi
    Lucia, Bettina, le amiche
  11. narrativa · dialogo

    Renzo comunica a Lucia l'impedimento alle nozze

    Tempo
    8 novembre
    Luogo
    casa di Lucia
    Personaggi
    Lucia, Renzo
  12. narrativa

    Lucia congeda le amiche

    Tempo
    8 novembre
    Luogo
    casa di Lucia
    Personaggi
    Lucia, le amiche
  13. narrativa

    Perpetua comunica che don Abbondio è malato

    Tempo
    8 novembre
    Luogo
    presso la casa di don Abbondio
    Personaggi
    due o tre amiche di Lucia, Perpetua

Parole da sapere

birbone
Furfante, mascalzone. È la parola con cui il popolo, e don Abbondio, chiamano i prepotenti.
curato
Il parroco, il sacerdote che ha la cura delle anime di un paese.
filaticcio
Filato ricavato dai cascami della seta, meno pregiato. Di filaticcio è la gonna di Lucia.
filatoio
L'edificio con le macchine per torcere il filo di seta. Renzo vi lavora e, alla fine, ne compra uno con Bortolo.
galantuomo
Uomo onesto, persona perbene. Nel romanzo è spesso usato con ironia: per l'oste sono galantuomini tutti quelli che pagano.
latinorum
La parola con cui Renzo storpia il latino di don Abbondio. È rimasta a indicare un linguaggio usato per non farsi capire.
scudo
Moneta d'oro o d'argento di grande valore. L'innominato manda ad Agnese cento scudi d'oro.
soverchieria
Prepotenza, sopruso.
tristo
Malvagio, cattivo (da non confondere con «triste»). «Quattro tristi» sono, per il mercante di Gorgonzola, i capi del tumulto.
uscio
La porta di casa.
viottola
Stradina di campagna, sentiero tra i campi.

Mettiti alla prova

1. Con quale espediente don Abbondio confonde Renzo?
2. Chi mette Renzo sulla strada giusta, senza volerlo?
3. Che lavoro fa Renzo?