Capitolo 26
Il rimprovero del cardinale
- Quando dicembre 1628 e mesi successivi
- Dove Il paese di Renzo e Lucia, Il Bergamasco, Milano
- Sequenze 21
In breve
Il colloquio continua. Don Abbondio si difende: quelle facce le ha viste lui. Federigo gli oppone l'amore per il proprio gregge e il dovere di avvertire almeno il vescovo. Il curato esce confuso e, per un momento, commosso.
L'innominato manda ad Agnese cento scudi d'oro come dote. Prima di partire per Milano con donna Prassede, Lucia confida alla madre il voto e la prega di mandare a Renzo metà del denaro, perché si metta il cuore in pace. Renzo intanto, ricercato dal governo milanese che ne chiede conto a Venezia, è stato nascosto da Bortolo in un altro filatoio, sotto il nome di Antonio Rivolta.
Analisi del capitolo
«Cosa dovevo fare?»
Il colloquio prosegue. Il cardinale domanda quali ragioni il curato abbia dato ai due giovani; don Abbondio tace, perché ha dato pretesti; poi chiede che cosa dovesse fare. Federigo risponde che il dovere era di amare chi gli era affidato, di pregare, di avvertire il suo vescovo. Don Abbondio ritrova nelle parole del superiore, con dispetto, «i pareri di Perpetua»; e alla fine sbotta: quelle facce le ha viste lui. Il cardinale, invece di sdegnarsi, riconosce la propria debolezza.
La ripicca
Messo alle strette, il curato tenta un contrattacco: quei due hanno cercato di sorprenderlo in casa per fare un matrimonio clandestino. Il cardinale lo sa già, dalle due donne, e gli rivolta contro l'argomento: chi li ha ridotti a tanto? Poi smette di accusare e parla di sé, del conto che anche lui dovrà rendere. Per un momento don Abbondio è toccato, e quasi commosso; ma il pensiero di don Rodrigo non lo lascia. Promette, con una voce che in quel momento viene dal cuore, di fare meglio.
I cento scudi
Donna Prassede viene a prendere Lucia. Prima di partire il cardinale riceve dal curato del paese dell'innominato un rotolo di cento scudi d'oro, che il signore manda ad Agnese come dote per la figlia. Agnese non ha mai visto tanto denaro: lo nasconde nel saccone e, all'alba del giorno dopo, va a dirlo a Lucia.
Il voto rivelato
Lucia non mostra la gioia attesa. Poi, piangendo, confessa alla madre il voto. Agnese resta costernata; vorrebbe protestare, ma una promessa alla Madonna la mette in soggezione. Lucia la prega di far sapere a Renzo, con riguardo, che non pensi più a lei, e di mandargli metà del denaro. Madre e figlia si separano; Lucia parte per Milano.
Che ne è di Renzo
Di Renzo non si riesce a sapere nulla di certo. Il cardinale, che ha fatto chiedere, riceve risposte vaghe: è stato da un parente, poi è sparito. La verità è che il governatore di Milano, don Gonzalo, ha protestato con il residente di Venezia per l'asilo dato a un «ladrone pubblico»; l'autorità di Bergamo ha dovuto fare qualche ricerca, e Bortolo, avvertito in tempo, ha trasferito il cugino in un altro filatoio, a una quindicina di miglia, sotto il nome di Antonio Rivolta. Ai curiosi dà risposte diverse e contraddittorie, che arrivano, deformate, fino al paese.
Per l'interrogazione
Da ricordare
- Fine del colloquio: don Abbondio è scosso ma non cambia.
- L'innominato manda cento scudi ad Agnese.
- Lucia rivela il voto alla madre e parte per Milano.
- Renzo si nasconde sotto il nome di Antonio Rivolta.
Possono chiederti
- Perché don Abbondio ritrova nelle parole del cardinale «i pareri di Perpetua»?
- Come reagisce Agnese al voto?
- Perché il governo di Milano cerca Renzo?
Le sequenze
21 sequenze: 18 narrative, 3 descrittive o di digressione. Quelle con una parte descrittiva sono segnate dal bordo dorato. In rosso il modo della sequenza: dialogo, riflessione, ritratto di personaggio, descrizione di luogo, digressione storica; le altre sono di azione.
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descrittiva · riflessione
Il narratore confessa una certa ripugnanza a esporre con poca fatica tanti bei precetti, ma prosegue perché il cardinale li metteva in pratica
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narrativa · dialogo
Continua il colloquio
- Tempo
- giorno successivo all'arrivo del cardinale in paese
- Luogo
- casa di don Abbondio
- Personaggi
- il cardinale, don Abbondio
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descrittiva · riflessione
Don Abbondio, toccato dalle parole del cardinale, prova dispiacere di sé e compassione per gli altri: il paragone dello stoppino e della torcia
- Tempo
- giorno successivo all'arrivo del cardinale in paese
- Luogo
- casa di don Abbondio
- Personaggi
- don Abbondio
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narrativa · dialogo
Altri colloqui tra il cardinale e don Abbondio sui problemi della parrocchia
- Tempo
- giorni successivi
- Luogo
- casa di don Abbondio
- Personaggi
- il cardinale, don Abbondio
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narrativa
Interventi caritativi del cardinale
- Tempo
- giorni successivi
- Luogo
- territorio di Lecco
- Personaggi
- il cardinale Borromeo, gli abitanti
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narrativa
Donna Prassede rende omaggio al cardinale; prende con sé Lucia per portarla alla propria villa; congedo di Lucia da Agnese
- Tempo
- secondo giorno dopo l'arrivo del cardinale in paese, la mattina
- Luogo
- paese di Lucia
- Personaggi
- donna Prassede, il cardinale, Lucia, Agnese
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narrativa
Il curato consegna al cardinale cento scudi d'oro da parte dell'innominato per la dote di Lucia e comunica la disponibilità del signore ad aiutarla
- Tempo
- secondo giorno dopo l'arrivo del cardinale in paese
- Luogo
- casa di don Abbondio
- Personaggi
- il cardinale, il curato del paese dell'innominato
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narrativa · dialogo
Il cardinale, convocata Agnese, le consegna il denaro
- Tempo
- secondo giorno dopo l'arrivo del cardinale in paese
- Luogo
- casa di don Abbondio
- Personaggi
- il cardinale, Agnese
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narrativa · riflessione
Agnese contempla le monete e fantastica sul loro impiego
- Tempo
- secondo giorno dopo l'arrivo del cardinale in paese
- Luogo
- casa di Agnese
- Personaggi
- Agnese
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narrativa · dialogo
Agnese va dalla figlia e la informa del dono dell'innominato; Lucia trova il coraggio di parlare del voto; le chiede di far sapere del voto a Renzo e di inviargli metà della somma; congedo in attesa di rivedersi l'anno successivo
- Tempo
- terzo giorno dopo l'arrivo del cardinale in paese, mattina
- Luogo
- villa di donna Prassede
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narrativa
Agnese cerca inutilmente di avere notizie di Renzo
- Tempo
- un lungo periodo di tempo successivo
- Luogo
- casa di Agnese
- Personaggi
- Agnese
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narrativa
Il cardinale, rientrato a Milano, cerca informazioni su Renzo; gli comunicano che è fuggito nel Levante o in Germania
- Tempo
- un lungo periodo di tempo successivo
- Luogo
- arcivescovado di Milano
- Personaggi
- il cardinale Borromeo
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narrativa
Anche Agnese viene informata che Renzo è fuggito nel Levante o in Germania
- Tempo
- un lungo periodo di tempo successivo
- Luogo
- casa di Agnese
- Personaggi
- Agnese
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narrativa · dialogo
Don Gonzalo protesta con il residente di Venezia per l'accoglienza riservata a Lorenzo Tramaglino; il residente promette di scrivere a Venezia
- Tempo
- un lungo periodo di tempo successivo
- Luogo
- Milano
- Personaggi
- don Gonzalo di Cordova, l'ambasciatore di Venezia a Milano
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descrittiva · digressione storica
Atteggiamento favorevole riservato dalle autorità veneziane agli operai milanesi
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narrativa · dialogo
Bortolo viene avvisato in confidenza, non si sa da chi, dei pericoli corsi da Renzo
- Tempo
- un lungo periodo di tempo successivo
- Luogo
- paese di Bortolo
- Personaggi
- Bortolo, un informatore sconosciuto
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narrativa · dialogo
Bortolo informa Renzo, lo porta al filatoio di un paese vicino, lo presenta come Antonio Rivolta e lo fa assumere
- Tempo
- un lungo periodo di tempo successivo
- Luogo
- paese vicino a quello di Bortolo
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narrativa
Da Venezia giunge al capitano di Bergamo l'ordine di informarsi su Renzo; la risposta negativa è trasmessa a Milano
- Tempo
- un lungo periodo di tempo successivo
- Luogo
- Bergamo
- Personaggi
- il capitano di Bergamo
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narrativa
Bortolo, a chi gli chiede di Renzo, risponde che è scappato e inventa varie storie
- Tempo
- periodo successivo
- Luogo
- paese di Bortolo
- Personaggi
- Bortolo, curiosi
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narrativa · dialogo
All'inviato del cardinale, che non indica il nome di chi l'ha inviato, Bortolo racconta insieme tutte le storie inventate
- Tempo
- periodo successivo
- Luogo
- paese di Bortolo
- Personaggi
- Bortolo, un emissario del cardinale
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narrativa
Don Gonzalo ha altro da pensare che Renzo
- Tempo
- periodo successivo
- Luogo
- Milano e Casale
- Personaggi
- don Gonzalo di Cordova
Parole da sapere
- birbone
- Furfante, mascalzone. È la parola con cui il popolo, e don Abbondio, chiamano i prepotenti.
- curato
- Il parroco, il sacerdote che ha la cura delle anime di un paese.
- filatoio
- L'edificio con le macchine per torcere il filo di seta. Renzo vi lavora e, alla fine, ne compra uno con Bortolo.
- galantuomo
- Uomo onesto, persona perbene. Nel romanzo è spesso usato con ironia: per l'oste sono galantuomini tutti quelli che pagano.
- governatore
- Il rappresentante del re di Spagna a capo dello Stato di Milano: nel romanzo don Gonzalo Fernández de Córdoba, poi Ambrogio Spinola.
- gran cancelliere
- La più alta carica civile dello Stato di Milano dopo il governatore, di cui fa le veci in sua assenza: nel 1628 è Antonio Ferrer.
- residente
- Il rappresentante diplomatico di uno Stato presso un altro. Don Gonzalo protesta con il residente di Venezia per la fuga di Renzo.
- scudo
- Moneta d'oro o d'argento di grande valore. L'innominato manda ad Agnese cento scudi d'oro.