Capitolo 24
Lucia liberata
- Quando dicembre 1628: il giorno dopo il rapimento
- Dove Il paese del sarto, Il castello dell'innominato, Il paese di Renzo e Lucia
- Sequenze 24
In breve
Lucia si sveglia e vede entrare la buona donna, don Abbondio e l'innominato, che le chiede perdono. In lettiga scende al paese ed è ospitata nella casa del sarto, uomo che sa leggere e passa per sapiente. Arriva Agnese: madre e figlia si riabbracciano, ma Lucia tace il voto.
L'innominato pranza con il cardinale e torna al castello: raduna i bravi e annuncia che ha cambiato vita; chi vuole restare dovrà cambiarla con lui. Poi dorme, finalmente. Il cardinale va a trovare Lucia in casa del sarto, che per l'emozione non trova di meglio che dire «si figuri!», e si informa su Renzo e sul mancato matrimonio.
Analisi del capitolo
La liberazione
È il capitolo più lungo del romanzo, e uno dei più affollati. Lucia si è appena svegliata e ha ricordato dov'è, quando si sente bussare. Entrano per primi la buona donna e don Abbondio: Lucia riconosce il suo curato e non capisce. Le parole semplici della donna la rassicurano più di quelle di lui. Poi si fa avanti l'innominato, a capo chino, e le chiede perdono; Lucia risponde che Dio gli renda merito della sua misericordia. Scendono nel cortile: le donne in lettiga, don Abbondio sulla mula.
Don Abbondio al ritorno
La paura del curato ha cambiato oggetto ma non è passata. Lo spaventa la mula, che cammina sull'orlo del precipizio; lo spaventano i bravi, che, se sapessero della conversione, potrebbero prendersela con lui come con un missionario. E fuori dalla valle gli viene il pensiero peggiore: don Rodrigo vorrà rifarsi su qualcuno, e il cardinale è troppo potente, Renzo è lontano, Lucia sarà protetta dal cardinale. Resta lui. Spera almeno che Perpetua faccia sapere in giro che in questa storia non ha colpa.
In casa del sarto
Lucia è accolta dalla buona donna nella sua casa. Rassettandosi, si trova al collo il rosario e ricorda il voto. Per un momento se ne pente; poi, ripensando al terrore della notte, lo rinnova. Torna dalla chiesa il padrone di casa, il sarto, con i bambini: un uomo che sa leggere, e che racconta a tavola la predica del cardinale con l'orgoglio di chi sa apprezzarla. Poi fa portare da una figlia un piatto a una vicina vedova, raccomandandole di non farlo sembrare un'elemosina. È il primo ambiente sereno dopo molti capitoli.
Agnese
Un baroccio è andato a prendere Agnese. Per strada incontra don Abbondio, che le racconta il fatto a modo suo e la prega di non dire niente al cardinale del matrimonio mancato; lei non promette. Madre e figlia si riabbracciano. Lucia racconta tutto, tranne il voto. Agnese si sfoga contro don Rodrigo; Lucia risponde che bisogna pregare per lui. Renzo, le dice la madre, è in salvo nel Bergamasco.
La visita del cardinale
Federigo viene a trovarle. Agnese, incoraggiata, gli racconta la storia del matrimonio impedito e accusa il curato, tacendo però il tentativo di sorpresa; è Lucia a confessarlo, e il cardinale ne apprezza la sincerità. Chiede di Renzo: Agnese lo difende («i poveri, ci vuol poco a farli comparir birboni»), e il cardinale promette di informarsi. Al sarto, che ospiterà le donne ancora qualche giorno, rivolge parole di ringraziamento; quello cerca una risposta degna dell'occasione e non trova che «si figuri!». Il cardinale fa poi pagare di tasca propria i debiti che i poveri del paese hanno con il sarto.
Il discorso ai bravi
L'innominato torna al castello e raduna tutti i suoi uomini nella sala grande. Parla come ha sempre parlato, breve e senza repliche; ma dice che la strada tenuta finora conduce all'inferno, che non darà più ordini malvagi, e che chi vuole restare dovrà cambiare vita con lui: gli altri riceveranno il salario e se ne andranno. Dà loro la notte per decidere. I bravi ascoltano sbalorditi, e nessuno osa ribattere. Poi, solo nella sua camera, ritrova le preghiere dell'infanzia e si addormenta.
Per l'interrogazione
Da ricordare
- Lucia è liberata e ospitata dal sarto.
- Rivede Agnese ma tace il voto.
- Il cardinale visita Lucia e viene a sapere del matrimonio impedito.
- L'innominato annuncia ai bravi che ha cambiato vita.
Possono chiederti
- Come cambia, e come non cambia, l'innominato dopo la conversione?
- Che funzione ha la famiglia del sarto?
- Perché Lucia non rivela il voto?
Le sequenze
24 sequenze: 22 narrative, 2 descrittive o di digressione. Quelle con una parte descrittiva sono segnate dal bordo dorato. In rosso il modo della sequenza: dialogo, riflessione, ritratto di personaggio, descrizione di luogo, digressione storica; le altre sono di azione.
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narrativa · dialogo
Lucia supplica la serva di lasciarla andare; la vecchia cerca di rassicurarla
- Tempo
- mattina del giorno successivo
- Luogo
- stanza dov'è rinchiusa Lucia
- Personaggi
- Lucia, la vecchia serva
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narrativa · dialogo
L'innominato si fa aprire, ma resta all'esterno; entra la buona donna che consola Lucia; don Abbondio si fa riconoscere; entra anche l'innominato che chiede perdono a Lucia e lo ottiene
- Tempo
- mattina del giorno successivo
- Luogo
- stanza dov'è rinchiusa Lucia
- Personaggi
- Lucia, la vecchia serva, l'innominato, don Abbondio, la buona donna
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narrativa
Guidati dall'innominato, tutti raggiungono il cortile; la buona donna e Lucia entrano nella lettiga; l'innominato e don Abbondio salgono sulle mule
- Tempo
- mattina del giorno successivo
- Luogo
- scale e cortile del castello
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narrativa · dialogo
Viaggio di ritorno; dialogo tra la buona donna e Lucia; paure di don Abbondio
- Tempo
- mattina del giorno successivo
- Luogo
- strada dal castello al paese dov'è il cardinale
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narrativa
La comitiva giunge al paese e si divide
- Tempo
- mattina del giorno successivo
- Luogo
- paese, nei pressi della chiesa
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narrativa
Appena giunto, don Abbondio si congeda dall'innominato fingendo impegni urgenti e riparte per il suo paese
- Tempo
- mattina del giorno successivo
- Luogo
- canonica
- Personaggi
- l'innominato, don Abbondio
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narrativa · riflessione
La buona donna fa accomodare Lucia, la conforta, le offre un brodo; Lucia ricorda il voto di castità e lo conferma
- Tempo
- mattina del giorno successivo
- Luogo
- casa della buona donna
- Personaggi
- Lucia, la buona donna
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narrativa
L'uomo e i bambini rientrano dalla chiesa
- Tempo
- mattina del giorno successivo
- Luogo
- casa della buona donna
- Personaggi
- Lucia, la buona donna, il marito della buona donna, i figli
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descrittiva · ritratto di personaggio
Ritratto del sarto, che è anche un 'letterato'
- Personaggi
- il marito che è il sarto del paese
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narrativa · dialogo
Il sarto saluta cordialmente Lucia; si mettono tutti a tavola; il sarto riferisce la predica del cardinale, poi invita una bambina a portare un piatto di vivande e del vino a una vedova
- Tempo
- giorno successivo
- Luogo
- casa della buona donna
- Personaggi
- Lucia, la buona donna, il marito della buona donna, i figli
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narrativa · dialogo
Il curato avverte che il cardinale vuole vedere Lucia e ringraziare il sarto; chiede a Lucia se sia giunta sua madre
- Tempo
- giorno successivo
- Luogo
- casa della buona donna
- Personaggi
- Lucia, la buona donna, il marito della buona donna, i figli, il curato del paese
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narrativa
Agnese, informata dal messo, viaggia con lui verso il paese dov'è Lucia
- Tempo
- giorno successivo
- Luogo
- strada tra il paese di Lucia e quello dov'è il cardinale
- Personaggi
- Agnese, il messo del cardinale
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narrativa · dialogo
Agnese incrocia don Abbondio, è informata che Lucia è in salvo; don Abbondio le raccomanda di non far cenno al cardinale del mancato matrimonio
- Tempo
- giorno successivo
- Luogo
- strada tra il paese di Lucia e quello dov'è il cardinale
- Personaggi
- Agnese, il messo del cardinale, don Abbondio
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narrativa · dialogo
Agnese ritrova Lucia; colloquio tra le due
- Tempo
- giorno successivo
- Luogo
- casa del sarto
- Personaggi
- Lucia, Agnese, la buona donna
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narrativa · dialogo
L'innominato avvisa il cardinale che Lucia è arrivata; pranzo; dopo un colloquio l'innominato parte
- Tempo
- giorno successivo
- Luogo
- canonica del paese
- Personaggi
- il cardinale, l'innominato, diversi preti
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narrativa · dialogo
Il cardinale convoca il curato e gli esprime l'intenzione di far visita a Lucia
- Tempo
- giorno successivo
- Luogo
- canonica del paese
- Personaggi
- il cardinale, il curato del paese
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narrativa
Intorno al cardinale che va da Lucia si affollano i paesani; il sarto rientra a fatica in casa
- Tempo
- giorno successivo
- Luogo
- tra la canonica e la casa del sarto
- Personaggi
- il cardinale, il curato del paese, folla, il sarto
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narrativa · dialogo
Il cardinale rivolge parole di conforto a Lucia; Agnese lo informa del mancato matrimonio; Lucia riferisce del matrimonio per sorpresa; congedo del cardinale dal sarto
- Tempo
- giorno successivo
- Luogo
- casa del sarto
- Personaggi
- il cardinale, il curato, Lucia, Agnese, la famiglia del sarto
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narrativa · dialogo
Il cardinale si informa di come compensare il sarto
- Tempo
- sera del giorno successivo
- Luogo
- canonica
- Personaggi
- il cardinale, il curato
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narrativa
L'innominato, rientrato al castello, convoca i bravi nella sala grande
- Tempo
- sera del giorno successivo
- Luogo
- esterno e cortili del castello dell'innominato
- Personaggi
- l'innominato, i suoi bravi
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narrativa · dialogo
L'innominato comunica la sua conversione e revoca tutti gli ordini delittuosi; lascia i bravi liberi di restare o andarsene; poi li congeda
- Tempo
- sera del giorno successivo
- Luogo
- sala grande del castello
- Personaggi
- l'innominato, i suoi bravi
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narrativa
L'innominato perlustra il castello
- Tempo
- sera del giorno successivo
- Luogo
- castello
- Personaggi
- l'innominato
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narrativa
L'innominato, ritiratosi, prega; poi si addormenta
- Tempo
- sera del giorno successivo
- Luogo
- camera dell'innominato
- Personaggi
- l'innominato
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descrittiva · riflessione
Il narratore osserva che di quella giornata, allora celebre, gli storici Ripamonti e Rivola danno solo un cenno e che senza l'anonimo non se ne saprebbero i particolari
Parole da sapere
- birbone
- Furfante, mascalzone. È la parola con cui il popolo, e don Abbondio, chiamano i prepotenti.
- curato
- Il parroco, il sacerdote che ha la cura delle anime di un paese.
- desinare
- Il pasto di mezzogiorno; come verbo, pranzare.
- galantuomo
- Uomo onesto, persona perbene. Nel romanzo è spesso usato con ironia: per l'oste sono galantuomini tutti quelli che pagano.
- lettiga
- Portantina sorretta da due mule o da portatori, usata per i viaggi.
- masnadiero
- Brigante, uomo che vive di violenza al seguito di un capo.
- uscio
- La porta di casa.