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Il romanzo

Storia e invenzione

Il Seicento vero e i personaggi inventati: come funziona il romanzo storico di Manzoni.

Il vero e il verosimile

Il romanzo storico era stato reso popolare in Europa da Walter Scott. Manzoni ne riprende l'idea e la rende più rigorosa: i fatti storici devono essere veri, documentati; i personaggi inventati devono essere verosimili, cioè tali che avrebbero potuto esistere in quel tempo. Per questo studiò a lungo gli storici del Seicento lombardo (Giuseppe Ripamonti, il medico Alessandro Tadino) e le raccolte di gride.

Perché il Seicento

La Lombardia sotto il dominio spagnolo è un mondo di leggi impotenti, privilegi, prepotenza dei signori, miseria e superstizione. Raccontarla permetteva a Manzoni di mostrare gli effetti del malgoverno sulla vita delle persone comuni; e ai lettori del suo tempo, in una Lombardia tornata sotto l'Austria, il paragone non sfuggiva.

Il manoscritto dell'Anonimo

La finzione del manoscritto ritrovato dà al racconto l'aria di una storia vera e permette al narratore un doppio gioco: può attribuire all'Anonimo i fatti e riservare a sé i commenti; può dire di non conoscere un nome (quello del paese, quello dell'innominato) perché il manoscritto lo tace.

Personaggi storici e inventati

Anche i personaggi storici sono in parte reinventati: di Gertrude e dell'innominato Manzoni conserva il nucleo e costruisce l'interiorità.