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I promessi sposi oggi

Renzo emigrante

Il viaggio di Renzo verso il Bergamasco e la vita da straniero: una storia di migrazione.

La fuga

Dopo il tumulto di Milano, ricercato dalla giustizia, Renzo Tramaglino fugge verso l'Adda, che segnava il confine tra lo Stato di Milano, spagnolo, e la Repubblica di Venezia, a cui apparteneva Bergamo (capitolo 16, capitolo 17). Passare il fiume significa mettersi in salvo, ma anche diventare straniero. Arriva dal cugino Bortolo Castagneri, che lavora in un filatoio, e trova lavoro.

Il lavoro e il nome falso

Renzo è un buon lavoratore, e nel Bergamasco gli operai lombardi sono richiesti. Ma le autorità milanesi lo cercano e chiedono a Venezia di consegnarlo: Bortolo allora lo trasferisce in un altro filatoio, a una quindicina di miglia, sotto un altro nome, Antonio Rivolta (capitolo 26). La sua è la condizione di chi lavora in un paese diverso dal suo senza poter tornare indietro.

I baggiani

Bortolo lo avverte: i bergamaschi chiamano «baggiani» i milanesi, cioè sciocchi, e chi vuole vivere lì deve accettarlo (capitolo 17). Più avanti, quando Renzo arriva con Lucia, i nuovi compaesani resteranno delusi dalla sposa di cui tanto avevano sentito parlare, e Renzo se ne offenderà (capitolo 38). Sono piccoli episodi, raccontati con ironia, dei pregiudizi che accompagnano chi arriva da fuori.

Il senso

Nell'addio ai monti Manzoni aveva descritto il dolore di chi lascia la propria terra (capitolo 8). La storia di Renzo aggiunge l'altra metà: l'esperienza di chi arriva, trova lavoro, è accolto e insieme guardato con sospetto, e alla fine costruisce una nuova vita. I promessi sposi finisce lontano dal paese in cui era cominciato.