I promessi sposi oggi
Gertrude e la libertà delle donne
Una vocazione imposta, una vita decisa da altri: la storia della monaca di Monza letta oggi.
Una storia di costrizione
La storia di Gertrude, la monaca di Monza (capitolo 9, capitolo 10) è quella di una ragazza a cui il padre ha deciso la vita prima che nascesse. Per non dividere il patrimonio, che doveva andare intero al primogenito, i figli cadetti delle famiglie nobili erano spesso destinati al convento. Gertrude non viene mai picchiata né minacciata apertamente: viene isolata, colpevolizzata, convinta un passo alla volta che non ha alternative.
La violenza psicologica
Manzoni descrive con precisione impressionante un meccanismo che oggi chiamiamo violenza psicologica. Il principe non ordina: fa capire. Premia l'obbedienza con l'affetto e punisce la ribellione con il silenzio. Usa la vergogna per un errore della figlia, il biglietto al paggio, come strumento di ricatto. Quando Gertrude, stremata, dice il primo «sì», ogni passo successivo è presentato come una conseguenza inevitabile. È una pagina che si può leggere accanto alle storie di molte ragazze di oggi a cui famiglie o comunità impongono scelte di vita.
Le donne nel romanzo
| Personaggio | Quanta libertà ha |
|---|---|
| Lucia Mondella | Povera, ma sceglie chi sposare e resiste a chi la vuole piegare |
| Gertrude, la monaca di Monza | Ricchissima, ma non può decidere nulla della propria vita |
| Agnese | Vedova, sola, intraprendente: organizza il matrimonio a sorpresa |
| Perpetua | Serva nubile, ma decisa e franca con il padrone |
| Donna Prassede | Nobile, usa la propria libertà per comandare sugli altri |
| La madre di Cecilia | Nella peste, difende la dignità della figlia fino alla fine |
Colpevole o vittima?
Leggere Gertrude oggi non significa assolverla. Manzoni la giudica severamente per ciò che fa, e la sua complicità nel rapimento di Lucia resta una colpa. Ma la sua storia mostra che la libertà negata produce infelicità e, a volte, altro male. È una delle ragioni per cui la monaca di Monza è il personaggio femminile più studiato della letteratura italiana.