Vai al contenuto
promessi-sposi.it

Analisi e confronti

Gertrude: vittima o colpevole?

Perché la monaca di Monza si fa monaca, e quanto è responsabile di ciò che fa.

Perché si fa monaca

Non per vocazione e non per forza fisica. Il padre ha deciso prima della sua nascita, per non dividere il patrimonio (capitolo 9). Tutto il resto è pressione: l'educazione, le lodi, e poi, quando lei si ribella, l'isolamento e la vergogna dopo l'episodio del paggio. Gertrude dice «sì» in un momento di debolezza, e ogni passo successivo rende più difficile tornare indietro (capitolo 10).

Vittima

Manzoni è esplicito sulla responsabilità del principe, che il narratore rifiuta di chiamare padre. La società del tempo, con il maggiorasco e le monacazioni forzate, è sotto accusa.

Colpevole

Ma il narratore non la assolve. In più momenti Gertrude avrebbe potuto dire di no; e una volta monaca, osserva, la religione avrebbe potuto consolarla, se accettata. Sceglie invece il rancore, poi Egidio, poi la complicità in un omicidio, infine il tradimento di Lucia (capitolo 20).

Il giudizio

«La sventurata rispose»: l'aggettivo dice la pietà, il verbo la responsabilità. Per Manzoni le circostanze spiegano, non giustificano: la libertà resta, anche quando è stata assediata.