I promessi sposi oggi
Gli untori e le fake news
Come nasce una notizia falsa, e perché la gente ci crede: la lezione dei capitoli sulla peste.
La nascita di una voce
Nel maggio del 1630 a Milano si diffonde la voce che alcune persone spargano la peste con unguenti velenosi. Si dice che siano state unte le panche del Duomo, i muri delle case, le porte (capitolo 31). Nessuno ha visto niente di preciso, ma la voce si rafforza a ogni passaggio. In poche settimane l'esistenza degli untori diventa una certezza che nessuno osa mettere in dubbio.
Il meccanismo
- La paura: davanti a un male che non si capisce, si cerca una causa visibile e umana.
- La conferma: ogni fatto viene interpretato come prova; chi tocca un muro o spolvera una panca è un untore (capitolo 32).
- Il conformismo: chi dubita tace, per non essere sospettato a sua volta.
- L'autorità: le istituzioni, invece di frenare la voce, la confermano con processi e condanne.
- La violenza: la folla passa dalle parole ai fatti, linciando chi le sembra sospetto.
Renzo scambiato per untore
Nel capitolo 34 Renzo, a Milano, bussa a una porta per chiedere informazioni. Una donna lo vede, pensa che stia ungendo il battente, e grida. In pochi secondi una piccola folla lo insegue. Si salva saltando sul carro dei monatti, che ridono della paura della gente. Renzo, che nel 1628 era stato salvato dalla folla, nel 1630 ne è la vittima: le stesse persone, in condizioni diverse, possono diventare un pericolo.
Le parole di Manzoni
Il narratore non è indulgente con nessuno: né con il popolo che crede, né con i dotti che danno autorità alla credenza, né con i giudici che condannano. La sua conclusione è che i tempi non bastano a giustificare un errore così grave: c'era chi capiva, ma non parlava. È lo stesso ragionamento della Storia della colonna infame.
Oggi
Le notizie false che si diffondono sui social network seguono meccanismi simili: si appoggiano alla paura, si confermano a vicenda, si diffondono più in fretta delle smentite. Il confronto con gli untori aiuta a capire che il problema non è nuovo, e che la difesa principale resta la stessa che Manzoni indicava: il coraggio di usare il buon senso anche quando va contro il senso comune.