Il Seicento
La guerra di Mantova e i lanzichenecchi
Una successione contesa tra le grandi potenze, e un esercito che attraversa la Lombardia.
La successione
Alla fine del 1627 muore senza eredi diretti Vincenzo II Gonzaga, duca di Mantova e del Monferrato. L'erede più prossimo è Carlo Gonzaga, duca di Nevers, un principe francese. La Spagna non vuole un alleato della Francia ai confini del Milanese e sostiene altri pretendenti; l'imperatore rivendica il diritto di decidere. È un episodio italiano della guerra dei Trent'anni.
L'assedio di Casale
Il governatore Don Gonzalo Fernández de Córdoba mette l'assedio a Casale, fortezza del Monferrato. L'impresa va male e lo tiene lontano da Milano proprio nei mesi della carestia. Richiamato in Spagna nel 1629, è sostituito da Ambrogio Spinola, che riprende l'assedio e vi muore nel 1630.
La calata dei lanzichenecchi
Nel settembre del 1629 un esercito imperiale scende dalla Valtellina per andare ad assediare Mantova. Sono truppe mercenarie, che vivono di saccheggio. Attraversano il territorio di Lecco e il Milanese lasciando paesi devastati (capitolo 28, capitolo 29, capitolo 30) e portando con sé la peste. Mantova sarà presa e saccheggiata nel luglio del 1630; la pace arriverà nel 1631, e il ducato resterà al Nevers.
Nel romanzo
Manzoni racconta la guerra con ironia, come un affare di principi che non riesce a interessare. La prende sul serio quando ne mostra gli effetti: la fuga dei paesani, la canonica di don Abbondio sfregiata, il contagio.