Analisi e confronti
Don Rodrigo e l'innominato: confronto
Due prepotenti, due misure diverse: perché uno si converte e l'altro no.
Che cosa hanno in comune
Sono i due antagonisti del romanzo. Entrambi vivono fuori dalla legge, circondati da bravi, in una dimora che domina il territorio: il palazzotto di Don Rodrigo (capitolo 5) e il castello dell'L'innominato (capitolo 20). Entrambi fanno del male a Lucia.
Che cosa li distingue
| Don Rodrigo | L'innominato | |
|---|---|---|
| Il movente | Un capriccio e una scommessa; poi il puntiglio | La volontà di non avere nessuno sopra di sé |
| La forza | Ha bisogno di appoggi: il Griso, Attilio, il conte zio | Basta a se stesso; gli altri ricorrono a lui |
| Davanti alla coscienza | Scaccia il turbamento («si destò don Rodrigo») | Lo affronta, fino alla disperazione |
| Davanti a Lucia | Non la incontra mai da solo | La ascolta, e ne è cambiato |
| La fine | Muore di peste, tradito, senza conoscenza | Si converte e ripara |
Perché uno cambia e l'altro no
Manzoni lega la possibilità di cambiare alla grandezza del carattere. L'innominato ha fatto il male con tutta la sua volontà, e con la stessa volontà può rovesciarlo. Don Rodrigo è mediocre anche nel male: non decide mai fino in fondo, e non arriva mai a guardarsi. La profezia di fra Cristoforo lo raggiunge soltanto in sogno (capitolo 33).