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Analisi e confronti

Don Abbondio e fra Cristoforo: confronto

Due uomini di Chiesa davanti allo stesso prepotente.

Due modi di essere religiosi

Don Abbondio si è fatto prete per mettersi al sicuro; Fra Cristoforo si è fatto frate per espiare e servire. Davanti a don Rodrigo, il primo ubbidisce ai bravi senza nemmeno vederlo (capitolo 1); il secondo sale al palazzotto e lo affronta (capitolo 6).

La paura e il coraggio

Don Abbondio dice al cardinale che «il coraggio, uno non se lo può dare» (capitolo 25). La storia di Lodovico mostra il contrario: il coraggio di fra Cristoforo non è un dono di natura rimasto intatto, è la sua antica impulsività disciplinata dalla fede e rivolta a un altro scopo.

Chi cambia

Fra Cristoforo è cambiato una volta, radicalmente, e continua a lottare con se stesso. Don Abbondio non cambia mai: è il personaggio comico del romanzo proprio perché ogni avvenimento lo ritrova uguale.

Il giudizio dell'autore

Manzoni non odia don Abbondio: lo fa giudicare dal cardinale, e intanto ne fa ridere. Ma mette accanto a lui un frate che muore servendo gli appestati, e il confronto è già un giudizio.