Analisi e confronti
La notte dell'innominato: analisi
Il capitolo 21: come Manzoni racconta una conversione dall'interno.
Le premesse
La crisi non comincia quella notte. Da tempo l'L'innominato prova fastidio per i suoi delitti e pensa alla morte (capitolo 20). Il rapimento di Lucia la fa precipitare: prima la «compassione» del Nibbio, poi le parole di lei.
Le fasi
- L'insonnia e l'immagine di Lucia.
- L'esame: perché l'ho fatto? Non trova ragioni.
- La rassegna di tutti i delitti, che ora gli appaiono mostruosi.
- La disperazione e la pistola.
- Il pensiero dell'altra vita: se non c'è, perché morire? e se c'è?
- Il ricordo delle parole di Lucia, come una promessa.
- L'angoscia del futuro: che farò domani?
- L'alba e le campane.
La tecnica
Il narratore entra nella mente del personaggio e ne riporta i pensieri con il discorso diretto e l'indiretto libero, a frasi spezzate e interrogative. Non c'è nulla di miracoloso: la conversione è un processo psicologico, che il cardinale il giorno dopo aiuterà a compiersi (capitolo 23).
Il parallelo
Nella stessa notte, nello stesso castello, Lucia fa il suo voto. Due veglie, due angosce: quella della vittima e quella del carnefice.