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Analisi e confronti

Il sogno di don Rodrigo: analisi

Capitolo 33: la peste, l'incubo e il tradimento del Griso.

Dove si trova

All'inizio del capitolo 33. È la fine di agosto del 1630: don Rodrigo torna a casa, a Milano, dopo una serata di bevute con gli amici, durante la quale si è scherzato sulla peste e sulla morte del conte Attilio, morto da poco. Si sente male, va a letto e si addormenta.

Il sogno

Gli pare di essere in una grande chiesa, stretto in una folla di malati dai visi gialli, con i vestiti a brandelli e i bubboni in vista. Grida «Largo canaglia!», ma nessuno si sposta. Poi tutti si voltano verso un pulpito, da cui si alza una testa calva, poi una figura intera: è fra Cristoforo, che alza la mano come aveva fatto al palazzotto. Don Rodrigo si sente colpito proprio nel punto dove ha il bubbone, e si sveglia.

Che cosa significa

Il sogno rimette insieme due scene lontane: la profezia «Verrà un giorno…» (capitolo 6) e la peste. Il dito alzato del frate, che don Rodrigo aveva deriso, torna nel momento in cui la sua sicurezza crolla. Non è un vero pentimento: è la coscienza che lavora da sola, mentre lui dorme. Da sveglio don Rodrigo non pensa all'anima, pensa ai monatti.

Il tradimento del Griso

Al risveglio don Rodrigo scopre il bubbone e chiama il Il Griso, l'unico di cui si fidi. Il Griso finge di andare a chiamare un medico e torna con i monatti. Don Rodrigo, che tenta di afferrare la pistola, è immobilizzato e portato via; i monatti e il Griso si dividono la roba del padrone. Ma il Griso, frugando, ha scosso i vestiti del padrone: il giorno dopo si ammala, e muore di peste.

La scena chiude la parabola del prepotente. Don Rodrigo ha costruito il suo potere sui bravi, e un bravo lo vende. Manzoni non commenta: basta il racconto.

Il collegamento con il capitolo 35

Rivedremo don Rodrigo una sola volta, al lazzaretto, privo di sensi, su un pagliericcio. Fra Cristoforo vi conduce Renzo perché lo perdoni (capitolo 35). Il signorotto che aveva impedito il matrimonio muore senza aver più detto una parola.