Il magistrato del pane
Il vicario di provvisione
Il magistrato che deve pensare al pane di Milano: la folla affamata assalta la sua casa, e Ferrer lo salva in carrozza.
È il magistrato che a Milano si occupa dei viveri, e quindi anche del prezzo e della distribuzione del pane. Il giorno di san Martino del 1628, dopo l'assalto ai forni, la folla lo considera il colpevole della carestia e assedia la sua casa per fargliela pagare.
Mentre i colpi di pietra rintronano contro la porta, il vicario gira di stanza in stanza pallido e senza fiato, sale in soffitta, vede la strada «piena zeppa di furibondi» e va a cercarsi il nascondiglio più riposto. Lo salva Antonio Ferrer, che arriva in carrozza, si fa largo tra la gente promettendo giustizia e lo porta via, rimpiattato in un angolo della vettura; fra quelli che aiutano ad aprire il passaggio c'è anche Renzo Tramaglino. Ancora sconvolto, il vicario annuncia che lascerà la carica e andrà «a vivere in una grotta, sur una montagna».
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In quali capitoli compare
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La sua storia, capitolo per capitolo
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13 Ferrer e il vicario 5 sequenze
- Il vicario, già ansioso, è avvisato dell'imminente assalto
- Il vicario vorrebbe fuggire; i servitori chiudono la porta e le finestre
- Il vicario si rifugia terrorizzato in soffitta
- Ferrer entra e preleva il vicario terrorizzato
- Ferrer fa entrare il vicario in carrozza; si allontana, promettendo alla folla di punire il vicario e rassicurando quest'ultimo, saluta ironicamente il comandante dei soldati

Antonio Ferrer
La folla
Renzo Tramaglino