Il romanzo
Il romanzo storico: da Walter Scott a Manzoni
Che cos'è un romanzo storico, chi lo ha inventato e che cosa cambia Manzoni.
Che cos'è
Un romanzo storico racconta una vicenda inventata collocandola in un'epoca passata, ricostruita con fedeltà: costumi, avvenimenti, personaggi realmente esistiti. I personaggi inventati vivono dentro la grande storia, e la storia si vede attraverso di loro.
Walter Scott
Il genere nasce in Scozia con Walter Scott, che pubblica Waverley nel 1814 e Ivanhoe nel 1819. Ivanhoe, ambientato nell'Inghilterra del XII secolo, ha un successo enorme in tutta Europa e viene tradotto in italiano pochi anni dopo. In Italia, negli anni Venti dell'Ottocento, il romanzo storico diventa di moda; I promessi sposi è il primo grande esempio italiano, ma non l'unico.
Che cosa cambia Manzoni
| Walter Scott | Manzoni | |
|---|---|---|
| Protagonisti | Cavalieri, nobili, eroi | Due popolani, un filatore e una contadina |
| Epoca | Medioevo, età eroiche | Il Seicento, un'epoca di decadenza |
| Avventura | Duelli, tornei, assedi | Pochi colpi di scena; contano la paura, l'ingiustizia, la fame |
| Rapporto con la storia | La storia fa da sfondo pittoresco | La storia è ricostruita sui documenti e giudicata |
| Morale | Valori cavallereschi | Prospettiva cristiana, attenzione agli umili |
Il vero e il verosimile
Manzoni ragionò a lungo sul genere. Nella lettera Sul Romanticismo (1823) sostiene che la letteratura deve avere «l'utile per iscopo, il vero per soggetto, e l'interessante per mezzo». Nel romanzo applica questo principio: i fatti storici sono veri e documentati, i personaggi inventati sono verosimili, cioè potrebbero essere esistiti. Più tardi, nel saggio Del romanzo storico (pubblicato nel 1850), arrivò a dubitare del genere stesso: mescolare storia e invenzione, scrisse, rischia di confondere il lettore.
L'espediente del manoscritto
Anche il finto manoscritto ritrovato è un'eredità della tradizione romanzesca, usata da Scott e da molti altri. Manzoni ne fa un uso ironico: nell'Introduzione cita la prosa barocca dell'Anonimo, che definisce la storia «una guerra illustre contro il Tempo», e la giudica illeggibile. Il manoscritto gli permette di presentarsi come un semplice riscrittore e, allo stesso tempo, di commentare continuamente la storia che racconta.
Dopo Manzoni
Dopo I promessi sposi il romanzo storico italiano conosce una grande stagione: Tommaso Grossi con il Marco Visconti, Massimo d'Azeglio con l'Ettore Fieramosca, Ippolito Nievo con le Confessioni d'un italiano. Nel Novecento il genere torna con Il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa e con Il nome della rosa di Umberto Eco, che riprende apertamente l'espediente del manoscritto ritrovato.