Il romanzo
Le illustrazioni del 1840: Manzoni e Gonin
Perché l'edizione definitiva uscì illustrata, chi disegnò le vignette e come Manzoni le seguì una per una.
Un romanzo nato illustrato
L'edizione definitiva dei Promessi sposi, la Quarantana, uscì a dispense tra il 1840 e il 1842, con centinaia di illustrazioni inserite direttamente nel testo. Non fu un'iniziativa dell'editore: fu Manzoni a volerla, a finanziarla e a seguirla in ogni particolare. Le immagini sono quindi parte del progetto dell'autore, e per molto tempo i lettori italiani hanno conosciuto Renzo, Lucia e don Abbondio con quei volti.
Perché un'edizione illustrata
La Ventisettana aveva avuto un grande successo, ma ne erano uscite decine di edizioni pirata, da cui Manzoni non ricavava nulla: in Italia non esisteva ancora una protezione efficace del diritto d'autore. Un'edizione piena di illustrazioni costose sarebbe stata difficile da copiare. C'era anche una ragione più profonda: Manzoni voleva controllare il modo in cui il suo libro veniva visto, oltre che letto, e le illustrazioni pirata gli sembravano infedeli.
Francesco Gonin
L'illustratore principale fu Francesco Gonin, pittore torinese, scelto dopo vari tentativi. Lavorò con altri disegnatori per i paesaggi e le architetture, mentre i disegni venivano incisi su legno da incisori in gran parte francesi e inglesi, con la tecnica della xilografia di testa, che permetteva di stampare le immagini insieme al testo nella stessa pagina. Il risultato sono piccole vignette, spesso inserite a metà di un paragrafo, accanto alle parole che illustrano.
Il controllo di Manzoni
Manzoni discuteva con Gonin le scene da illustrare, correggeva i disegni, decideva dove collocare le immagini nella pagina. Le vignette non si limitano ai momenti drammatici: illustrano anche particolari minimi, oggetti, gesti, personaggi di passaggio. Il testo e le immagini dialogano, a volte con ironia, come il testo stesso. Alcuni studiosi hanno parlato di un «romanzo per immagini» parallelo a quello scritto.
Un insuccesso
L'impresa fu economicamente un disastro. Le dispense costavano molto, si vendevano meno del previsto, e le edizioni pirata non scomparvero. Manzoni perse una somma considerevole. Ma la Quarantana illustrata diventò il testo di riferimento del romanzo, ed è quello che ancora oggi si legge a scuola.
Le illustrazioni dopo Gonin
Dopo Gonin il romanzo è stato illustrato moltissime volte, da pittori, incisori e fumettisti. Alcune scene sono diventate quasi obbligatorie: don Abbondio e i bravi, l'addio ai monti, la monaca di Monza, la notte dell'innominato, la madre di Cecilia. I ritratti dei personaggi di questo sito si inseriscono in questa lunga tradizione: sono un modo nuovo di dare un volto a figure che Manzoni descrive spesso con pochi tratti, lasciando il resto all'immaginazione del lettore.