Manzoni
Il cinque maggio: l'ode per Napoleone
La poesia scritta in tre giorni alla notizia della morte di Napoleone: contenuto, struttura, significato.
Come nasce
Napoleone Bonaparte muore in esilio nell'isola di Sant'Elena il 5 maggio 1821. Manzoni ne legge la notizia sulla Gazzetta di Milano a luglio, mentre si trova nella villa di Brusuglio, e scrive l'ode in pochi giorni. La censura austriaca ne vieta la pubblicazione, ma la poesia circola in copie manoscritte e diventa subito famosissima; Goethe la traduce in tedesco già nel 1822.
La struttura
È composta da diciotto strofe di sei settenari. Il ritmo è rapido, pieno di accumulazioni e di contrasti, come la vita che racconta.
| Strofe | Contenuto |
|---|---|
| 1-4 | La notizia della morte: il mondo resta attonito; il poeta, che non lo aveva lodato da vivo né insultato da caduto, ora parla. |
| 5-9 | La vita di Napoleone: le vittorie, la gloria, la domanda «Fu vera gloria?», lasciata ai posteri. |
| 10-14 | L'esilio a Sant'Elena: i ricordi che lo tormentano, la disperazione. |
| 15-18 | La conversione: la fede gli dà conforto in punto di morte; il Dio che atterra e suscita, che affanna e che consola. |
I versi da sapere
- L'attacco: «Ei fu. Siccome immobile, / dato il mortal sospiro…».
- La domanda: «Fu vera gloria? Ai posteri / l'ardua sentenza».
- La fede: «Bella Immortal! benefica / Fede ai trionfi avvezza!».
Il significato
L'ode non è un elogio politico. A Manzoni interessa l'uomo, non il conquistatore: la grandezza umana più straordinaria del suo tempo si conclude in un'isola sperduta, e trova senso solo nella fede. È lo stesso schema che tornerà nel romanzo: la conversione, la sventura che diventa occasione di salvezza, il giudizio su un potente misurato su ciò che conta davvero.