Promessi Sposi
Presente nei capitoli: 3, 5, 7, 11, 17, 33
Giustamente la critica osserva che il conte Attilio è assai più preoccupante e cinico di don Rodrigo, e se alle prime battute si attira un po' di simpatia per un certo piglio giovanile, allegro e scanzonato, poi si rivela maligno, crudele e perverso. Benché sembri avere una parte secondaria del romanzo, agisce tuttavia su don Rodrigo rinfocolandone le passioni con malignità perversa e astuzia diabolica; non ha esitazioni e da ignorante grossolano trincia giudizi, né si stanca di incoraggiare il cugino con minacce di gran canzonature e con promesse di aiuto. Spensierato e burlone, spinge don Rodrigo a soddisfare il suo capriccio, determinandolo ad impegnarsi per portare a termine la sua turpe impresa. Per servire il frate con arte sopraffina lusinga la vanità del conte zio, presuntuoso e fatuo, sì da ottenere l'allontanamento di padre Cristoforo da Pescarenico. La cosa è fatta. Il personaggio compare sulla scena venti mesi dopo, morto di peste; gli è ancora vicino don Rodrigo che tra i fumi della vernaccia gli fa l'elogio funebre, movendo le risa di tutta la compagnia.