Promessi Sposi - Capitolo XXXII
Poiché la situazione diviene sempre più grave, il Consiglio dei Decurioni chiede sussidi al governatore e chiede al cardinale arcivescovo che si faccia una processione solenne. Il cardinale non vorrebbe, in quando sarebbe un’occasione di delitto agli untori e di espansione del contagio, ma poi cede. La processione si svolge ampia e solenne per le strade principali della città: vi partecipano tutti i cittadini che ancora si reggono in piedi. Ma il giorno dopo la mortalità aumenta in misura tale che tutti si rendono conto che la processione sia stata un errore. Alla fine, di peste morranno i due terzi della popolazione, circa tremila persone al giorno. Bambini, donne e vecchi furono i più esposti all’epidemia. Nel lazzaretto, che ormai non basta più, è un via vai di malati che vi sono fatti affluire e di morti che vengono avviati alle fosse comuni. La città è attraversata da carri guidati dai monatti, incaricati della raccolta dei malati: si tratta di gente che ha avuto la peste e ne è immunizzata. La popolazione superstite vive nello stato d'animo di chi si vede costantemente e misteriosamente minacciato da un nemico subdolo e potentissimo. Tutti vivono nella paura: dappertutto si crede di vedere degli untori. Tuttavia c’è qualcuno che ragiona, ma deve stare zitto per prudenza. Tra i magistrati regnano lo smarrimento e la confusione. I sospetti si ingigantiscono e su moltiplicano.

Sequenza Tempo Luogo Personaggi Argomento
515 narrativa 4 maggio 1630 Milano i decurioni decidono di ricorrere al governatore
516 narrativa 22 maggio 1630 campo sotto Casale due decurioni presentano al governatore una richiesta di intervento
517 narrativa giorni successivi Milano una lettera del governatore ai decurioni contiene solo condoglianze ed esortazioni
518 narrativa giorni successivi stesso luogo il cancelliere Ferrer risponde al governatore sottolineando la delusione la delusione per la sua lettera
519 narrativa qualche tempo dopo stesso luogo il governatore trasferisce al cancelliere ogni sua autorità per l'emergenza della peste
520 narrativa stesso periodo stesso luogo i decurioni chiedono al cardinale Borromeo di indire una processione col corpo di san Carlo
521 narrativa stesso periodo stesso luogo il cardinale Borromeo rifiuta
522 narrativa descrittiva stesso periodo stesso luogo si trovano ancora muri e porte unti; si crede alle unzioni piuttosto che a cause naturali della peste
523 narrativa stesso periodo chiesa di sant'Antonio a Milano un vecchio che spolvera una panca è linciato dalla folla
524 narrativa giorno successivo esterno del duomo di Milano tre giovani francesi, studenti d'arte, che esaminano l'esterno del duomo, vengono malmenati dalla folla e trascinati alle carceri; riconosciuti innocenti sono rilasciati
525 narrativa descrittiva stesso periodo contado di Milano aggressioni nelle campagne contro presunti untori
526 narrativa poco dopo la 510 Milano i decurioni insistono col cardinale per ottenere la processione
527 narrativa qualche giorno dopo stesso luogo il cardinale Borromeo acconsente
528 narrativa 8-10 giugno 1630 stesso luogo preparativi per la processione
529 narrativa descrittiva 11 giugno 1630 stesso luogo solenne processione in onore di san Carlo
530 narrativa 12 giugno 1630 stesso luogo il forte aumento delle morti è messo in relazione con la processione, ma la causa è attribuita agli untori
531 narrativa descrittiva periodo successivo stesso luogo crescita del contagio, dei ricoveri al lazzaretto, dei morti; decimazione della popolazione
532 narrativa descrittiva stesso periodo stesso luogo gravi difficoltà dei decurioni; creazione del corpo dei monatti, degli apparitori e dei commissari; impossibilità di soddisfare tutte le necessità
533 narrativa stesso periodo stesso luogo il tribunale della sanità incarica i cappuccini di provvedere alla sgombero dei cadaveri; padre Michele Pozzobonelli con duecento contadini lo esegue in quattro giorni
534 narrativa descrittiva stesso periodo stesso luogo mancanza di medici e di cibi nel lazzaretto; sussidi dalla carità privata
535 narrativa descrittiva stesso periodo stesso luogo abnegazione degli ecclesiastici; morte degli 8/9 dei parroci
536 narrativa descrittiva stesso periodo stesso luogo impegno caritativo del cardinale Borromeo
537 narrativa descrittiva stesso periodo stesso luogo aumento della criminalità, anche tra monatti e nella forza pubblica; perdita dei vincoli sociali; diffusione della follia
538 narrativa stesso periodo stesso luogo aneddoto dell'uomo trascinato nel palazzo del demonio, a cui viene chiesto di ungere la città
539 descrittiva stesso periodo stesso luogo alcuni dotti attribuiscono la peste a due comete e alla congiunzione di Saturno con Giove; fonti letterarie di tale opinione
540 descrittiva stesso periodo stesso luogo anche medici come il Tadino che s'erano battuti per l'idea del contagio, accettano la teoria delle unzioni
541 descrittiva stesso periodo stesso luogo anche il cardinale Borromeo crede alle unzioni
542 descrittiva stesso periodo stesso luogo pochi continuano a credere che l'idea delle unzioni sia una sciocchezza
543 narrativa descrittiva stesso periodo stesso luogo smarrimento dei magistrati; il cancelliere ordina la perquisizione della villa dei fratelli Monti, sospettati di avere un laboratorio per gli unguenti, ma essa dà esito negativo
544 narrativa descrittiva periodo dal 1526 al 1630 Milano e altre città cenno a numerosi processi contro presunti untori e in particolare a quello di Milano narrato nella Storia della colonna infame

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