Nel capitolo 31 Manzoni mette in evidenza il comportamento di una popolazione spaventata. La peste agisce generalmente in poche ore, a volte di più, ma comunque in tempi brevi, portando rapidamente alla morte dei contagiati. In pochi casi si guarisce e allora si è immuni. La peste provoca la degenerazione delle ghiandole linfatiche in bubboni (da qui il nome, peste bubbonica). Vengono organizzate riunioni all’ aperto per pregare insieme Dio che faccia scomparire questa terribile malattia, il che, invece di fermare la diffusione di questa malattia, la accelera, perché la gente sana stando a contatto con quella malata, veniva contagiata facilmente. Gli abitanti iniziano addirittura a pensare che ci sia qualcuno che di proposito diffonde la malattia, gli untori. In realtà gli untori non esistono, ma si sono verificati casi in cui il popolo, spinto dalla disperazione, ha deciso di uccidere qualcuno sospettato di aver diffuso intenzionalmente la peste. Un esempio è il vecchio che fu ucciso perché in Duomo, prima di sedersi, aveva spazzolato la panca sporca con il cappello, ed era stato accusato di star spargendo la malattia.
| Sequenza |
Tempo |
Luogo |
Personaggi |
Argomento |
| 473 |
descrittiva |
1629 |
Milano e Lombardia spagnola |
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excursus sulla peste; problemi storiografici della ricostruzione |
| 474 |
narrativa |
20 ottobre 1629 |
Milano |
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Lodovico Settala segnala un caso sospetto a Chiuso |
| 475 |
narrativa |
giorni seguenti |
Milano |
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altri casi segnalati a Lecco e Bellano |
| 476 |
narrativa |
giorni seguenti |
zona di Lecco e Bellano |
|
un commissario e un medico inviati sul posto segnalano che non c'è pericolo |
| 477 |
narrativa |
giorni seguenti |
Milano |
|
vengono segnalati altri casi in altre zone |
| 478 |
narrativa |
giorni seguenti |
zona tra Lecco e l'Adda |
|
il Tadino e un funzionario percorrono il territorio tra Lecco e l'Adda e trovano le prove che il contagio è diffuso |
| 479 |
narrativa |
30 ottobre 1629 |
Milano |
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il tribunale della sanità riceve la loro relazione e prescrive le tessere sanitarie per impedire l'ingresso a Milano delle persone provenienti dai territori contagiati |
| 480 |
narrativa |
14 novembre 1629 |
Milano |
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il Tadino e il funzionario, rientrati a Milano, relazionano al tribunale della sanità |
| 481 |
narrativa |
giorni seguenti |
Milano |
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i due si presentano al governatore per esporgli la situazione, ma ricevono una risposta evasiva |
| 482 |
narrativa |
18 novembre 1629 |
Milano |
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il governatore emana una grida in cui ordina le celebrazioni per la nascita dell'erede al trono |
| 483 |
descrittiva |
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Ambrogio Spinola |
giudizio severo sul governatore di Milano, Ambrogio Spinola |
| 484 |
descrittiva |
stesso periodo |
Milano |
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rifiuto della popolazione e delle autorità di credere al contagio |
| 485 |
narrativa |
stesso periodo |
stesso luogo |
il cardinale Borromeo |
il cardinale prescrive ai parroci l'obbligo di raccomandare ai fedeli la denuncia dei casi sospetti |
| 486 |
narrativa |
stesso periodo |
stesso luogo |
|
il tribunale della sanità chiede inutilmente la cooperazione, ma esso stesso agisce con lentezza |
| 487 |
narrativa |
23 novembre 1629 |
stesso luogo |
|
il tribunale della sanità stende la grida delle tessere sanitarie decisa il 30 ottobre |
| 488 |
narrativa |
29 novembre 1629 |
stesso luogo |
|
la grida delle tessere sanitarie viene pubblicata, quando la peste è già entrata a Milano |
| 489 |
narrativa |
22 ottobre o 22 novembre 1629 |
stesso luogo |
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un soldato italiano malato di peste entra a Milano e prende alloggio presso alcuni parenti a porta orientale |
| 490 |
narrativa |
giorni seguenti |
stesso luogo |
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il soldato si ammala, è ricoverato in ospedale e muore |
| 491 |
narrativa |
giorni seguenti |
stesso luogo |
|
il tribunale della sanità sequestra la casa del soldato e fa bruciare gli oggetti da lui toccati; in ospedale si ammalano gli assistenti, ma il contagio è bloccato |
| 492 |
narrativa |
stesso periodo |
stesso luogo |
|
molti abitanti della casa del soldato si ammalano e sono condotti al lazzaretto; alcuni muoiono |
| 493 |
narrativa |
dal novembre 1629 alla primavera del 1630 |
stesso luogo |
|
oggetti del soldato non consegnati alle autorità contagiano diversi cittadini in varie zone della città; i casi però non vengono denunciati |
| 494 |
descrittiva |
stesso periodo |
stesso luogo |
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ira dei cittadini contro il tribunale della sanità e contro i medici convinti del contagio, in particolare contro Lodovico Settala |
| 495 |
descrittiva |
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autorità e prestigio del Settala |
| 496 |
narrativa |
un giorno imprecisato |
stesso luogo |
Lodovica Settala, folla |
la folla assale il Settala in visita ai suoi ammalati |
| 497 |
narrativa |
alcuni anni prima |
stesso luogo |
Lodovica Settala |
episodio della servetta fatta condannare come strega dal Settala |
| 498 |
narrativa descrittiva |
fine di marzo 1630 |
stesso luogo |
|
aumentano i casi di malattie e morte in città; i medici che non credono al contagio parlano però di altre malattie |
| 499 |
narrativa |
stesso periodo |
stesso luogo |
|
le autorità si impegnano a far rispettare gli ordini del tribunale della sanità |
| 500 |
narrativa |
stesso periodo |
stesso luogo |
|
il tribunale della sanità chiede fondi ai decurioni |
| 501 |
narrativa |
stesso periodo |
stesso luogo |
|
i decurioni acquisiscono denaro con prestiti e imposte e lo distribuiscono per l'emergenza |
| 502 |
descrittiva |
stesso periodo |
stesso luogo |
|
difficoltà del lazzaretto |
| 503 |
narrativa |
stesso periodo |
stesso luogo |
|
il tribunale della sanità e i decurioni affidano ai cappuccini la gestione del lazzaretto |
| 504 |
narrativa |
30 marzo 1630 |
stesso luogo |
|
il cappuccino Felice Casati, coadiuvato da Michele Pozzobonelli, assume la direzione del lazzaretto |
| 505 |
narrativa descrittiva |
periodo successivo |
stesso luogo |
|
aumento dei malati nel lazzaretto; arrivo di altri cappuccini; attività caritative, organizzative e mediche dei cappuccini |
| 506 |
descrittiva narrativa |
stesso periodo |
stesso luogo |
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diffusione della peste; anche il Settala e la sua famiglia si ammalano |
| 507 |
descrittiva |
stesso periodo |
stesso luogo |
|
tra chi si è opposto all'idea del contagio si diffonde l'opinione che la peste sia opera di avvelenatori |
| 508 |
narrativa |
stesso periodo |
stesso luogo |
|
si ricorda un dispacci del 1629 del re di Spagna in cui si segnalava la possibile presenza a Milano di quattro francesi avvelenatori |
| 509 |
narrativa |
17 maggio 1630 |
duomo di Milano |
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qualcuno crede di aver visto ungere un assito del duomo, ma i medici non riscontrano nessuna unzione; negativa impressione tra la popolazione |
| 510 |
narrativa |
18 maggio 1630 |
Milano |
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su muri e porte si scopre un untume giallastro, che viene bruciato; alcuni pensano a uno scherzo; molti credono a un'unzione |
| 511 |
narrativa |
21 maggio 1630 |
stesso luogo |
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il tribunale della sanità pubblica una grida che promette premi a chi denuncia gli untori |
| 512 |
narrativa |
periodo successivo |
stesso luogo |
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diverse opinioni su chi abbia ordinato quelle unzioni; pochi continuano a credere che la peste ci sia |
| 513 |
narrativa |
una delle feste di Pentecoste |
cimitero di san Gregorio a Milano |
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durante la processione il tribunale della sanità fa portare un carro coi cadaveri di un'intera famiglia uccisa dalla peste |
| 514 |
descrittiva |
periodo intero della peste |
stesso luogo |
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trasformazione delle opinioni circa la peste |