|
|
|
Promessi Sposi - Capitolo XIV
|
|
La folla che assediava la casa del vicario comincia a sciamare, ma senza disperdersi del tutto: gruppetti di persone continuano a formarsi lungo le vie. Per le strade, la gente commenta i fatti della giornata e prende accordi per il giorno successivo. Renzo si avvicina ad un crocchio e tiene un piccolo "comizio" esponendo il proprio ideale di giustizia sociale. Nel suo discorso, le vicende personali si mescolano a considerazioni di carattere generale. Il suo discorso si conclude tra complimenti e critiche dei presenti; poi il gruppetto si scioglie. Il giovane montanaro chiede che gli venga consigliata un'osteria, ed uno sconosciuto si incarica di accompagnarlo. Malgrado le proteste dello sconosciuto accompagnatore, che vorrebbe portarlo altrove, Renzo decide di fermarsi all'Osteria della Luna Piena. I due entrano nella locanda e l'oste, pur senza darlo a vedere, riconosce nello sconosciuto un informatore della polizia. Renzo e il suo accompagnatore siedono ad un tavolo, tra giocatori di carte e bevitori, e ordinano un fiasco di vino che viene rapidamente svuotato. Il giovane esibisce uno dei pani rinvenuti per terra durante la mattinata e per questo egli viene ritenuto dai presenti uno degli assalitori del forno. Renzo, alterato dal vino, si rifiuta di fornire all'oste le proprie generalità per la registrazione degli ospiti della locanda. Il giovane, parlando ad alta voce, inizia una nuova arringa contro la scrittura e contro l'amministrazione della giustizia. Alla fine, sostenuto dal consenso degli avventori, riesce ad evitare la registrazione. L'informatore della polizia, che si spaccia per uno spadaio dalle idee egalitarie, riesce, con un espediente, a far dire a Renzo il proprio nome. Poi l'uomo saluta il giovane e si dilegua rapidamente, mentre Renzo, sempre più ubriaco, continua ad arringare la folla, suscitando l'ilarità dei presenti. Renzo si addormenta ubriaco.
| Sequenza |
Tempo |
Luogo |
Personaggi |
Argomento |
| 229 |
narrativa |
11 novembre, sera |
stesso luogo e dintorni |
folla, soldati |
la folla si sbanda, i soldati si schierano davanti alla casa del vicario, si formano crocchi, alcuni tornano a casa |
| 230 |
narrativa |
stessa data |
stesso luogo |
Renzo, folla |
Renzo si allontana, si imbatte in un crocchi, tiene un discorso appassionato sulla giustizia; la gente lo applaude |
| 231 |
narrativa |
stessa data |
a una cantonata oltre la casa del vicario |
gli stessi, uno sconosciuto (uno sbirro, Ambrogio Fusella) |
Renzo chiede che gli sia indicata un'osteria, lo sconosciuto si offre di portarlo all'osteria di un suo amico |
| 232 |
narrativa |
stessa data |
tra la cantonata e l'osteria della luna piena |
Renzo, lo sconosciuto |
lungo la strada lo sconosciuto si fa dire da Renzo che viene da Lecco; giunti a un'osteria Renzo decide di fermarsi lì, nonostante l'opposizione del compagno; lo invita a bere |
| 233 |
descrittiva |
stessa data |
osteria della luna piena |
|
descrizione dell'osteria |
| 234 |
narrativa |
dalla sera a notte |
stesso luogo |
Renzo, lo sconosciuto, l'oste, un garzone, numerosi avventori |
gli avventori giocano d'azzardo con soldi rubati; Renzo chiede da bere e da mangiare; beve; lo sconosciuto chiede all'oste un letto per lui; l'oste domanda il nome a Renzo, ma questi si rifiuta di rispondere e fa dichiarazioni libertarie, approvate dagli avventori; Renzo continua a bere; lo sconosciuto con uno stratagemma si fa dire il nome di Renzo, poi si allontana bruscamente |
| 235 |
narrativa |
stessa data |
stesso luogo |
Renzo, l'oste, gli avventori |
Renzo ubriaco interloquisce con gli avventori che si divertono ai suoi discorsi sconclusionati |
|
|
|