Promessi Sposi - Capitolo XV
Renzo, ormai completamente ubriaco, abbandona la sala dell'osteria, tra saluti e risa. Accompagnato e sorretto dall'oste raggiunge poi la camera che gli è stata destinata. Giunto in camera, l'oste tenta nuovamente di far declinare a Renzo le proprie generalità, ma alle nuove proteste di quest'ultimo rinuncia. Fattosi poi pagare il conto, l'albergatore lascia la stanza del giovane, il quale, intanto, si è addormentato. L'oste decide di andare al palazzo di giustizia per denunciare Renzo e, dopo molte raccomandazioni, affida la cura dell'osteria alla moglie. Camminando lungo le strade di Milano, si imbatte in personaggi dall'aria fosca e in drappelli di soldati. Inizia così un lungo soliloquio, durante il quale, alle espressioni di disappunto per quell'uscita fuori programma, si mischiano considerazioni di tipo politico. Arrivato al palazzo di giustizia, l'oste denuncia al notaio criminale la presenza, nella sua osteria di un giovane che non ha voluto rivelare le generalità. Il funzionario, che ha già ricevuto il rapporto del delatore e che conosce già il nome di Renzo, mostra però di non accontentarsi delle informazioni fornite dal padrone dell'osteria e sottopone l'uomo ad un serrato interrogatorio. Il notaio criminale e due birri penetrano nella camera di Renzo e gli ingiungono di seguirli. Intimorito dal rumore che viene dalla strada e che sembra annunciare nuovi tumulti, il notaio abbandona subito l'atteggiamento autoritario e, con le buone, cerca di indurre Renzo a seguirli. Il funzionario si mostra eccessivamente gentile ed afferma che si tratta di una pura formalità, ma il giovane non gli presta fede e comincia ad elaborare un piano per far intervenire la folla a suo favore. Scesi in strada, i due birri danno una stretta alle manette di Renzo, il quale, con un grido di dolore, richiama l'attenzione dei passanti. Approfittando della piccola folla che si è formata attorno al gruppetto, il giovane chiede aiuto. Per sfuggire al linciaggio, i birri e il notaio, abbandonano il prigioniero e si confondono tra la folla.

Sequenza Tempo Luogo Personaggi Argomento
236 narrativa stessa data stesso luogo gli stessi l'oste trascina a letto Renzo
237 narrativa stessa data camera dell'osteria della luna piena Renzo, l'oste l'oste tenta ancora inutilmente di farsi dire il nome da Renzo; si fa pagare; lo mette a letto
238 narrativa stessa data pianerottolo dell'osteria l'oste, l'ostessa l'oste rivolge le sue raccomandazioni all'ostessa; poi esce
239 narrativa stessa data tra l'osteria della luna piena e il palazzo di giustizia l'oste, passanti, soldati di ronda l'oste cammina riflettendo sui guai che Renzo gli sta procurando
240 descrittiva stessa data palazzo di giustizia descrizione della frenetica attività dei funzionari del palazzo per prevenire la sommossa del giorno dopo
241 narrativa stessa data stesso luogo l'oste, un notaio criminale l'oste denuncia l'arrivo di Renzo di cui al palazzo sanno già tutto; poi si congeda
242 narrativa 12 novembre, mattina camera dell'osteria della luna piena Renzo, il notaio criminale con due sbirri il notaio sveglia Renzo chiamandolo per nome e cognome; gli intima di seguirlo, ma con una certa prudenza per l'agitazione che ha visto nelle strade; lo lascia rivestire; i quattro escono
243 narrativa stessa data cucina dell'osteria gli stessi il notaio fa mettere i manichini a Renzo, ma alle sue rimostranze lo tranquillizza; renzo però diffida
244 descrittiva carattere abituale e comportamento attuale del notaio
245 narrativa stessa data esterno dell'osteria gli stessi, passanti il notaio cerca di tenere calmo Renzo, il quale invece si sforza inutilmente di farsi notare dai passanti
246 narrativa stessa data sulla strada per il palazzo di giustizia gli stessi, tre passanti con visi accesi, poi altri Renzo riesce ad attirare l'attenzione dei passanti gridando che lo stanno portando in prigione per aver chiesto

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