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Promessi Sposi - Capitolo XXII
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Un bravo informa l'Innominato che i villaggi vicini sono in festa per la visita del vescovo. Rimasto solo, il nobile si interroga sui motivi che spingono a festeggiare l'arrivo di quell'uomo. Poi, spinto dal desiderio di ascoltare parole di consolazione, decide di recarsi a colloquio con lui. Prima di scendere in paese egli passa a far visita a Lucia, sua prigioniera. Trovandola addormentata, ordina alla vecchia di farle nuovamente coraggio, poiché egli farà tutto ciò che ella vorrà. L'Innominato giunge in paese tra lo stupore e il timore della gente, che non lo ha mai visto senza un seguito di bravi. Fattosi indicare il luogo ove poter trovare il cardinale, vi si reca, seminando inquietudine tra i sacerdoti lì raccolti e nell'animo del cappellano crocifero al quale egli chiede di poter vedere il vescovo. Federigo nasce da una delle più illustri famiglie lombarde, della quale fa parte anche il vescovo di Milano, Carlo Borromeo, beatificato pochi anni dopo. Fin dall'infanzia pone attenzione al rispetto dei principi cristiani. Adolescente, Federigo sceglie la vita consacrata e, nel collegio di Pavia, si dedica allo studio, alla catechesi e ad opere di carità. La sua vita è un esempio di fede e di profonda umiltà. Nominato vescovo di Milano, Federigo continua, malgrado la prestigiosa carica, la sua scelta di vivere all'insegna della povertà e della carità. All'impegno pastorale aggiunge quello culturale, fondando la biblioteca Ambrosiana: un'istituzione innovativa che fa del suo fondatore un precursore dei moderni uomini di cultura. Il carattere mite e affabile completa poi il ritratto morale di Federigo, facendone un esempio di vita cristiana, pur non privo di difetti sotto il profilo delle opinioni in materia di scienza e cultura.
| Sequenza |
Tempo |
Luogo |
Personaggi |
Argomento |
| 338 |
narrativa |
stessa data |
stesso luogo |
gli stessi |
il bravo, informatosi, riferisce all'innominato che è giunto in visita il cardinale Borromeo |
| 339 |
narrativa |
stessa data |
stesso luogo |
l'innominato |
l'innominato decide di incontrare il cardinale; si veste e si arma di tutto punto |
| 340 |
narrativa |
stessa data |
stanza dove è prigioniera Lucia |
l'innominato, la vecchia serva, Lucia |
l'innominato entra nella stanza, vede Lucia addormentata in un angolo, rimprovera la vecchia, poi le raccomanda di confortare Lucia |
| 341 |
narrativa |
mattina dello stesso giorno |
strada tra il castello e il paese dove è giunto il cardinale |
l'innominato, bravi, passanti |
l'innominato scende da solo, suscitando lo stupore dei bravi e dei passanti che incontra |
| 342 |
narrativa |
stessa data |
cortiletto della canonica del paese dove è in visita il cardinale |
l'innominato, diversi preti |
l'innominato deposita la carabina |
| 343 |
narrativa |
stessa data |
salottino della canonica |
l'innominato, diversi preti |
l'innominato chiede a un prete di poter essere ricevuto dal cardinale; il prete chiama il cappellano del cardinale |
| 344 |
narrativa |
stessa data |
stanza dov'è il cardinale |
il cardinale Borromeo, il cappellano |
il cappellano riferisce al cardinale la richiesta dell'innominato |
| 345 |
narrativa descrittiva |
dal 1564 al 1580 |
Milano |
Federigo Borromeo, la sua famiglia |
descrizione dell'ambiente in cui cresce Federigo: ricco, ma umile e religioso |
| 346 |
narrativa descrittiva |
dal 1580 al 1595 |
Milano e Pavia |
Federigo Borromeo |
Federigo decide di farsi prete, riceve l'ordinazione dal cugino Carlo, studia a Pavia manifestando impegni di carità e povertà |
| 347 |
narrativa descrittiva |
dal 1595 in poi |
Milano e diocesi |
Federigo Borromeo |
Federigo accetta per comando dal papa l'arcivescovado di Milano; conferma le doti di carità e povertà; si impegna in opere di cultura fondando la biblioteca ambrosiana e scrivendo numerosi libri |
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